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mercoledì 3 marzo 2021


Foody 2025, i dubbi dei grossisti

Il progetto “Foody 2025” finalizzato al completo rinnovamento della "cittadella" del fresco milanese procede spedito, ma gli operatori grossisti dell'Ortomercato aderenti ad Ago-Fedagro chiedono delucidazioni sulla definizione del programma del lavoro per il restyling, nonché sulla redazione del nuovo regolamento di comprensorio, con particolare riferimento alla definizione delle regole concernenti l’operatività della piattaforma logistica di prossima realizzazione da parte della società Prologis: lo spiega Salvatore Musso, consigliere dell’associazione grossisti con delega al rapporto con gli associati. 

Con  riguardo al nuovo mercato, inoltre, Ago Fedagro auspica di poter "prendere visione delle caratteristiche tecniche del progetto e delle eventuali difformità rispetto quanto a suo tempo condiviso con i consulenti tecnici incaricati dagli operatori". 



 “A differenza degli altri mercati, Milano è rimasta indietro nella realizzazione di una nuova struttura mercatale, anche se proprio in questi ultimi anni con il mandato del sindaco Sala al presidente Cesare Ferrero pare che la cosa finalmente si stia concretizzando", spiega il referente Ago-Fedagro. "I lavori per la nuova area mercatale stanno andando avanti anche se ci sono ancora molti aspetti di fondamentale importanza per il futuro del nostro mercato da chiarire". 

L’idea di fondo vuole essere quella di trasformare l’area che attualmente ospita l’ortomercato, l’ittico, il florovivaistico e l’avicunicolo in un grande Hub per la città di Milano, futuristico e solidale; un grande comprensorio che oltre a ospitare i mercati tradizionali veda la realizzazione di piattaforme logistiche, di cui una già in corso di realizzazione da parte proprio della Prologis,  che a quanto pare - sottolinea Ago Fedagro - avrà anche la gestione della stessa per tutto il periodo concesso all’uso dell’area.



Ma proprio su questo punto, sottolinea il portavoce Ago nascono alcune incomprensioni tra operatori ed ente gestore: "Il presidente Ferrero è stato l’unico tra tutti i suoi predecessori a sviluppare e sopratutto a realizzare il progetto del nuovo mercato, a lui  vanno i complimenti per le alte competenze in merito dimostrate e la determinazione che lo ha portato a raggiungere gli attuali traguardi. Il timore dei grossisti è quello di ritrovarsi nello stesso comprensorio con altre realtà commerciali che, trattando con un gestore privato, possano avere costi molto più contenuti con regole relative agli orari e alle attività più favorevoli e liberi dall’impegno di mantenere la funzione pubblica del mercato, ossia la determinazione del giusto prezzo delle merci in condizione di reale libera concorrenza, nonché il controllo della qualità e garanzia di salubrità". 

Permane comunque un sostanziale clima di cauto ottimismo, conclude il rappresentante dei grossisti, che confida in un "incontro chiarificatore tra le parti, che sarebbe la base per ripartire insieme nel condividere tutte quelle azioni che possano portare a fare del mercato agroalimentare di Milano uno dei più importanti in Europa".

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