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Mele, captano e dithianon rischiano di saltare

Dopo il mancato rinnovo del “mancozeb”, l’Unione europea ha messo nel mirino anche il “captano” e il “dithianon”, due prodotti fitosanitari di contatto che rappresentano le basi della difesa integrata del melo. Le istituzioni europee, come ha evidenziato nei giorni scorsi Assomela (clicca qui per leggere l'articolo), hanno infatti intenzione di accelerare il processo di revisione di tali sostanze attive, con il pericolo di un loro possibile ritiro dal mercato o di forti limitazioni d’uso.

“Nella melicoltura convenzionale (integrata), il captano e il dithianon vengono solitamente utilizzati in abbinamento a prodotti sistemici, con l’obiettivo di evitare la malattia primaria del melo: la ticchiolatura. Non ci sono, ad oggi, alternative ugualmente efficaci a captano e dithianon: non confermarle sarebbe come andare in guerra senza soldati”, chiosa a Italiafruit News Fabio Zannoni, tecnico della Cab Massari di Conselice (Ravenna).



Il dithianon è impiegato soprattutto contro le infezioni primarie della ticchiolatura durante la primavera, mentre il captano per le infezioni che possono insorgere nella seconda parte della stagione fino alla raccolta. Il captano si dimostra inoltre utile contro la formazione della patina bianca attorno alla mela, una problematica usuale per diverse varietà, in primis Granny Smith (foto sottostante), che determina il deprezzamento del frutto.

“Una eventuale limitazione comunitaria all’utilizzo di questi due fondamentali prodotti - sottolinea Zannoni - complicherebbe seriamente la difesa integrata del melo, specie in areali come la Romagna dove l’umidità relativa è molto elevata. Il primo effetto sarebbe l'aumento della resistenza nei confronti dei principi attivi sistemici, che possiedono un’azione molto specifica, da parte del fungo della ticchiolatura. Ma ciò genererebbe anche un secondo problema: la mancata sostenibilità economica del melicoltore. Captano e dithianon sono infatti soluzioni estremamente economiche per le aziende agricole. Il costo ad ettaro per la difesa integrata aumenterebbe quindi in maniera significativa”.



Quali varietà rischiano di più? “Tutte le mele suscettibili alla ticchiolatura - precisa il tecnico della Cab Massari - Nell’areale romagnolo i maggiori problemi li potrebbero avere Fuji, Gala e Pink Lady; per quest’ultima, inoltre, i rischi sarebbero molto alti per via della sua raccolta più tardiva".

"Tra l’altro, le conseguenze di un mancato rinnovo del captano si vedrebbero anche sul settore pericolo dell'Emilia-Romagna, dato il suo largo utilizzo contro la maculatura bruna del pero", conclude.

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