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venerdì 2 ottobre 2020


Op più performanti, stop ai «furbi»: ecco i Decreti

Op più performanti, investimenti al passo con i tempi, massima attenzione al rispetto delle norme: sono gli obiettivi dei due Decreti Mipaaf del 30 settembre focalizzati sulla strategia nazionale e le modalità di riconoscimento e controllo delle organizzazioni di produttori ortofrutticoli e loro associazioni, di fondi di esercizio e di programmi operativi, per il periodo 2018-2022.

Le principali novità, riassume Unaproa, riguardano l’inserimento di investimenti relativi a: leasing di strutture per le produzioni in coltura protetta; impianti antibrina per impianti di copertura e barriere a difesa delle colture; locazioni di punti vendita della Op e/o di spazi allestisti anche con proprie attrezzature, presso le strutture di distribuzione organizzata, o del canale Horeca, destinati esclusivamente alla promozione, valorizzazione e vendita dei prodotti propri; attività divulgativa dei risultati del progetto di ricerca e sperimentazione; altre spese specificatamente connesse all’esecuzione del progetto di ricerca, sostenute dall’Op e dalle istituzioni scientifiche; attività divulgative anche legate ai progetti di ricerca e sperimentazione.



“Una serie di punti che ci consentono di metterci al passo con i tempi in termini di investimenti per  consentire alle Op di essere competitive in settori divenuti ormai strategici come la ricerca e sperimentazione, e di poter inserire un maggior numero di tipologie di investimenti necessari per una  promozione più efficace in termini di risultati”, commenta il presidente di Unaproa Felice Poli (nella foto sopra).

Le principali modifiche che entreranno in vigore dal gennaio 2021 per Programmi operativi della stessa annualità riguardano la dimensione minima delle Op (è stato inserito un passaggio riferito alle modalità di riconoscimento delle nuove Op che prevede che il requisito minimo in termini di valore della produzione commercializzata non deve provenire da altra Op, con Unaproa che pur condividendo, aveva chiesto che anche il numero minimo di produttori rispondesse a tale requisito) e le filiali controllate per almeno il 90%  con l’inserimento di adempimenti (ad esempio il regolamento interno) al fine di documentare il ruolo virtuoso della “filiale” a favore delle Op/soci dell’Op ad essa associata e di alcuni passaggi normativi al fine di ridurre ai minimi termini l’accreditamento delle “filiali” artificiose aventi l’unico scopo di drenare indebitamente risorse finanziarie comunitarie sminuendo il ruolo ed i compiti delle Op associate.

Un’altra novità prevista dall’allegato al Decreto Ministeriale adottato a livello nazionale circa il mantenimento dello status di Op, riguarda la possibilità di usare – nell’ambito della propria strategia commerciale - marchi o loghi che fanno riferimento a propri soci previa acquisizione e registrazione anche in forma non esclusiva; sull’imballaggio il logo/marchio commerciale dell’Op deve essere sempre associato con adeguata visibilità. In tale contesto altro elemento importante – sempre previa autorizzazione dell’Op ed in un’ottica di semplificazione – è la prevista consegna diretta del prodotto effettuata dal socio dell’Op ai clienti.



Per quanto riguarda le modalità di calcolo del valore della produzione commercializzata, la stesura finale dell’allegato tecnico disciplina - sottolinea Unaproa - un aspetto importante del programma operativo in quanto funzionale a quantificare la capacità di spesa a favore di una Op. In questo ambito, per le vendite in campo è stato chiarito che le fatture connesse sono prese in considerazione a condizione che vi siano riportati tutti gli elementi utili ad individuare il prodotto, i terreni e la relativa quantità e che il ruolo dell’Op risulti documentato. Tale procedura deve rientrare nell’ambito della strategia commerciale delle Op e non lasciato alla discrezionalità del socio. 

Sui contratti di compartecipazione, Unaproa ritiene che la soluzione individuata rappresenti una opportunità per quelle Op che operano nelle regioni in cui è stato attivato un sistema di controllo per evitare la duplicazione della superficie. “Ma questo - sottolinea l’Unione - deve essere un primo passo al fine di permettere a tutte le Op di beneficiare delle stesse opportunità”. 
Il contratto di compartecipazione interessa principalmente le Op che trattano prodotti di IV gamma e altre colture orticole come ad esempio il radicchio: allo stato attuale sono stati recuperati oltre 150 milioni di euro di valore della produzione commercializzata riconducibile ai contratti di compartecipazione e che impattano sui programmi operativi.

Infine, è stato inserito uno specifico capitolo che riguarda la materia del fondo di mutualizzazione per consentire di erogare ai produttori soci dei pagamenti compensativi in caso di perdite economiche derivanti da situazioni specifiche. 

"Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti - commenta in conclusione Poli - grazie alla collaborazione con la Regione Lombardia con il supporto di Coldiretti e la disponibilità della gerarchia del Mipaaf. Si ringraziano anche le altre regioni che hanno dato la disponibilità all’intesa in Conferenza Stato Regioni dello scorso 24 settembre".

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