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previsioni pere lunedì 24 agosto 2020


Pere, tutte le previsioni

Poco meno di 2,2 milioni di tonnellate a livello continentale, con un balzo del 12% sul  2019 ma in flessione del 4% rispetto alla media 2015-2018 e 642 mila tonnellate in Italia, il 77% in più sulla scorsa stagione ma il 12% in meno rispetto al quadriennio 2015-2018: questi i dati salienti relativi alle pere emersi in occasione di Prognosfruit. Dopo il record negativo dell'ultima stagione, caratterizzata da un dato ai minimi storici, la produzione cresce, pur rimanendo nettamente al di sotto dei valori medi. 

Dietro l'Italia leader, i Paesi Bassi rimangono attorno alle 373mila tonnellate, il 3% in più rispetto alla media 2015-2018; trend in ascesa per le superfici, buoni i calibri. Il Belgio, con circa 362mila tonnellate, fa segnare un aumento del 9% rispetto all’anno precedente e un +6% sulla media  2015-2018;  in aumento le aree destinate, soddisfacente, anche in questo caso, le pezzature.



Spostandosi nella penisola Iberica la Spagna, frenata da gelate primaverili e piogge nella fase della fioritura, attende un’offerta di 300mila tonnellate (-4% sul 2019 e -7% sulla media 2015-2018) mentre il Portogallo è accreditato di 159 mila tonnellate, in diminuzione del 21% rispetto al 2019.
Leggermente inferiori le produzioni della Francia: 124 mila tonnellate, in aumento del 2% rispetto al 2019, con volumi comunque tra i più bassi degli ultimi anni. 

In ambito varietale sono attese quasi 930mila tonnellate di Conference (+4% sul 2019, ma -1% sulla media 2015-2018), mentre Abate Fetel è seconda con 287 mila tonnellate; sull'ultimo gradino dell'ideale podio la William con 242mila tonnellate (+21% sul 2019, 10% meno rispetto alla media recente).



I dati, presentati al Prognosfruit del 6 agosto, sono stati sintetizzati da Cso Italy in occasione del convegno organizzato da Coldiretti Verona al Parco della Rimembranza al Castello di Zevio lo scorso 11 agosto (foto sopra).

“A livello nazionale – ha evidenziato nell'occasione la direttrice Elisa Macchi - torniamo su volumi più consoni dopo un annus horribilis per ragioni climatiche e per la cimice asiatica. Il danno economico totale dello scorso anno è stimato sui 267,4 milioni di euro nel Nord Italia, con perdite anche di occupazione sia nella fase produttiva che nel post raccolta e relativo indotto. Nel corso del 2019/20 l’Italia – ha concluso Macchi - ha esportato il 20% del totale del prodotto, in lieve calo rispetto alle annate precedenti. Il 92% delle pere Made in Italy sono dirette nei Paesi Ue28”. 

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