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lunedì 24 luglio 2017


Pasta, origine (apparente) obbligatoria in etichetta

Maggiore trasparenza nelle etichette della pasta venduta in Italia. Venerdì scorso i ministri Maurizio Martina e Carlo Calenda hanno firmato due decreti interministeriali per introdurre in via sperimentale, e per due anni, l'obbligo di indicazione dell'origine del riso e del grano. Entro i prossimi sei mesi, in pratica, le aziende di produzione di pasta secca saranno tenute a indicare su tutte le confezioni sia il Paese di coltivazione del grano sia quello di macinatura, mentre per il riso sarà necessario inserire oltre ai Paesi di origine e di lavorazione, anche quello di confezionamento. Tuttavia, l'effettiva origine delle materie prime estere potrà non essere indicata se le attività sono svolte in più Paesi: per essere più precisi, potrà essere "nascosta" dietro alle diciture "Paesi Ue, "Paesi non Ue" o "Paesi Ue e non Ue"; per il grano duro, inoltre, si potrà scrivere "Italia e altri Paesi Ue", "Italia e altri Paesi non Ue" o "Italia e altri Paesi Ue e non Ue" nel caso in cui il prodotto sia coltivato almeno per il 50% nel nostro Paese.

La decisione, fortemente sollecitata da Coldiretti, è stata presa dai due Ministeri senza attendere il parere dell'Unione europea, come ha voluto sottolineare il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina. "E' un passo storico - ha detto - che abbiamo deciso di compiere in attesa della piena attuazione del regolamento europeo 1169 del 2011". "L'Ue - ha aggiunto il suo collega Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico - ha dimostrato una lentezza inaccettabile su questo tema, noi abbiamo deciso di andare avanti e di sfidare, in termini costruttivi, l'Europa su questo terreno".

Con questa sperimentazione, l'Italia prova a valorizzare le produzioni nazionali rispondendo alle necessità del mercato interno e a consolidare il proprio ruolo di Paese guida in materia di sicurezza alimentare a livello comunitario e mondiale. Anche la recente consultazione online del ministero delle Politiche agricole, aveva evidenziato il ruolo primario dell'origine nelle confezioni per quasi la totalità dei rispondenti (96% di 26mila cittadini).

Commentando la notizia, il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, ha chiesto che il provvedimento sia ora esteso anche all'ortofrutta trasformata, dalle conserve ai succhi di frutta fino al concentrato di pomodoro. Un terzo della spesa degli italiani, secondo Moncalvo, rimane ancora anonimo. "In un momento difficile per l'economia - ha rimarcato - dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l'obbligo di indicare in etichetta l'origine di tutti gli alimenti".

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