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i pinoli vanno a ruba giovedì 12 febbraio 2015


Ladri di... pinoli: valgono una fortuna

I pinoli vanno a ruba. Letteralmente. Tra la fine del 2014 e l'inizio del 2015 si sono susseguiti numerosi piccoli furti nei supermercati di tutta Italia, con bottini spesso superiori ai 1.000 euro. Il perché di questi furti non è un improvviso cambio di colore del prodotto verso un dorato scintillante e neanche un'insaziabile voglia di pesto, ma il prezzo di vendita, schizzato alle stelle a causa di un sensibile calo produttivo.

A livello mondiale, negli ultimi 4 anni la produzione è crollata dalle 34.445 tonnellate del 2011 alle 10.130 tonnellate del 2013 (più del 70% in meno), principalmente a causa della discesa produttiva della Cina, primo esportatore in assoluto, che ha diminuito la produzione di circa il 90% in pochi anni, lasciando il primato al Pakistan (leggi la nostra news del 10 dicembre 2014), che nel 2013 ha prodotto 4.000 tonnellate (il 40% della produzione mondiale). Le cause più impattanti sulla produzione globale sono state il tasso di deforestazione, gli incendi e gli attacchi di parassiti ed insetti.

In Italia, la produzione degli ultimi anni è stata compromessa dal Leptoglossus occidentalis, volgarmente chiamato "cimicione americano". Si tratta di un emittero di origine nordamericana arrivato in Italia all'inizio degli anni 2000, che attacca i frutti delle conifere, soprattutto quelli del genere Pinus e per il quale si stanno ancora cercando delle contromisure efficaci. 


La preoccupazione nelle aree produttive nostrane riguardo ai danni di questo insetto è salita negli ultimi mesi, soprattutto in Toscana, dove la produzione di pinoli rappresenta un'eccellenza del territorio. Andrea Gennai, direttore del Parco Naturale di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli (Pisa), aveva recentemente dichiarato come l'attacco del L.occidentalis fosse stato particolarmente duro quest'anno, rendendo molte pigne vuote. "Il settore è in grande crisi", aveva esclamato. A ciò va aggiunto anche l'andamento climatico sfavorevole nel 2014, che non ha permesso ai semi di maturare perfettamente.

il cimicione americano nemico dei pinoli
Leptoglossus occidentalis

Di conseguenza, il prezzo dei pinoli è salito vertiginosamente: circa 50 euro al chilo all'ingrosso e quasi il doppio al dettaglio. I pinoli sono un prodotto molto utilizzato in Italia, specialmente dall'industria di trasformazione ed è quindi facile che diventino merce rara.
I furti nei punti vendita sono tanto comuni quanto facili, considerato che i pinoli vengono venduti in bustine che si prestano ad essere nascoste in tasche o borse. Ma anche tra i fornitori all'ingrosso l'allarme è alto: basti pensare che nell'ottobre scorso sono state rubate 7 tonnellate dallo stabilimento di uno dei principali grossisti italiani di pinoli. Valore totale del furto: circa 400.000 euro.

Chi ruba i pinoli evidentemente sa come e dove "piazzarli", come confermato anche dalle indagini avvenute riguardo al maxi furto di cui sopra. Nel 2014, il giro d'affari dei pinoli nella grande distribuzione italiana è stato di 48 milioni di euro.

Copyright 2015 Italiafruit News


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