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venerdì 31 maggio 2013


PORTO DI LIVORNO, GALLANTI: AUTOSTRADA DEL MARE ANCHE CON IL SUD DEL MEDITERRANEO PER LA FILIERA DEL FRESCO

In occasione della conferenza annuale dell'European Sea Ports Organisation (ESPO), che si è aperta ieri a Varna, il presidente dell'Autorità Portuale di Livorno, Giuliano Gallanti (nella foto), presente all'evento in rappresentanza della portualità italiana su delega di Assoporti, ha incontrato la direttrice generale dell'Agence Nationale del Ports (ANP) del Marocco, Nadia Laraki, e il direttore regionale del porto di Casablanca, Abdeslam Zeryouh, con l'obiettivo di creare un filo diretto con il Marocco per sviluppare un asse commerciale, in particolare sulle filiere strategiche del fresco e convincere la Commissione Europea ad estendere le Autostrade del Mare anche alle nazioni della sponda Sud del Mediterraneo.
“Livorno - ha rilevato Gallanti - può diventare uno dei punti di riferimento dei porti marocchini ed in particolare di Casablanca. Stiamo, infatti, studiando la possibilità di creare un solido rapporto commerciale che colleghi direttamente i due scali. Abbiamo già raccolto l'interesse di alcuni operatori e stiamo sviluppando una politica di partenariato sul terreno dell'innovazione tecnologica, organizzativa e amministrativa”.
Sottolineando che il Maghreb e il Mediterraneo nell'immediato futuro sono destinati a svolgere un ruolo primario nello sviluppo dei traffici e che tuttavia ancora oggi l'Unione Europea non accetta che possa esserci un collegamento diretto tra le due sponde del Mediterraneo attraverso le Autostrade del Mare, Gallanti ha precisato che qualcosa si sta muovendo: “l'UE - ha spiegato - sta accettando l'ipotesi di includere i Paesi extra UE all'interno del network del MoS (Motorways of the Sea). Ne abbiamo discusso oggi - ha reso noto il presidente dell'Autorità Portuale di Livorno - con i rappresentanti di porti direttamente interessati, quali Marsiglia, Pireo, Barcellona: la soluzione è rappresentata dai progetti di cooperazione come MOS4MOS, ITALMED, ENPI, che in passato hanno permesso all'Egitto, alla Tunisia e al Marocco di acquisire un ruolo attivo e propositivo all'interno della Unione Europea e di ESPO”.

Fonte: Informare


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