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giovedì 7 febbraio 2013


UNICOOP TIRRENO, IN CAMPANIA PUNTO E A CAPO. NAUFRAGA LA CESSIONE DEI NEGOZI A CATONE

I lavoratori campani bocciano il piano industriale di Unicoop Tirreno, presentato per far fronte a una situazione di crisi (con 80 milioni di perdite in cinque anni). Il 70% dei 700 addetti (su 6 mila) ha votato no al referendum.
"A questo punto penso che dovremo trovare un'altra soluzione", commenta su Il Sole 24 Ore Fernando Pellegrini, direttore finanza e bilancio di Unicoop Tirreno, facendo presente che "stiamo valutando percorsi alternativi".
Unicoop Tirreno, che gestisce gli ipermercati di Afragola, Quarto, Avellino e due supermercati a Napoli, aveva proposto la costituzione di una Newco nella quale imbarcare, con il 49%, un socio locale a cui affidare la gestione: Catone group (vedi notizia Italiafruit del 25 gennaio 2013).
Il piano presentato ai sindacati prevede tagli dei costi logistici e cassa integrazione per una parte dei lavoratori, con riduzione degli spazi di vendita a Quarto e Afragola, congelamento dell'anzianità ed esuberi da riassorbire in negozi di prossima apertura a Salerno e a Napoli. L'obiettivo è quello di arrivare nel giro di due anni al pareggio.
I sindacalisti non sono d'accordo e sostengono che questo piano smantella diritti e salari. "Non vorremmo però - dichiara in una nota la Usb, l'unione sindacale di base - che la Coop abbandonasse il territorio" e invita quindi ad aprire un tavolo sulla vertenza. La Filcams propone di cancellare l'ipotesi Catone Group e di tornare a trattare.

Fonte: Il Sole 24 Ore  
 


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