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venerdì 14 dicembre 2012


PINOLI, UN PRODOTTO SEMPRE PIU' RARO MA RICCO DI RISORSE

I pinoli sono una risorsa preziosa e anche decisamente cara: al mercato un etto costa circa 6 euro, mentre all'ingrosso la tariffa media è di 35 centesimi di euro al chilo. Negli ultimi anni sono apparsi sul mercato i pinoli cinesi, più piccoli e meno cari, ma a rimetterci è il sapore, molto più amaro di quelli coltivati all'aria del Mediterraneao In Italia sono cinque le aziende che si occupano di questo prodotto, collocate nella pianura Pontina, in Campania e Toscana. La maggior parte dei frutti che entrano nel mercato non proviene più dall'Italia, ma da altri paesi con climi simili al nostro: Spagna, Portogallo, Turchia, Libano. Ci sono anche privati che vanno a vendere i loro prodotti a questi grossisti, ma si tratta di meno del 5 per cento della produzione. Colpa del parassita che ha colpito i pini italiani, (oltre che le palme) e che rende le pigne secche e i pinoli vuoti. Ma questa è solo una parte del business dei frutti dei pini: come per il maiale, della pigna non si butta via niente. Per esempio può essere utilizzata come combustibile naturale: chiunque abbia acceso un caminetto, o sia un patito della brace sa che le pigne sono ottime per accendere il fuoco per la presenza di resina. Si tratta di un'alternativa ecologica alla carbonella chimica. Altro uso classico è nelle stufe a biomasse.
Anche la resina ha una sua funzione, meno nota, ma altrettanto importante, nel mercato dei cosmetici e in quello dell'erboristeria.

Fonte: Il Messaggero


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