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lunedì 23 aprile 2012


CON … MARCO SALVI, NEOPRESIDENTE FRUITIMPRESE

Della CasaPresidente, intanto complimenti per il nuovo incarico e un grande in bocca al lupo per tutto il mandato. Adesso, infatti, viene il bello. Gino Peviani Le lascia un’associazione rinnovata, sempre più al centro del sistema ortofrutticolo malgrado le difficoltà, con voglia di migliorarsi e contribuire al futuro del comparto e delle imprese che rappresenta. A Suo avviso quali sono le priorità da affrontare?

Salvi – Prima di tutto occorre al più presto invertire la tendenza per ridare redditività alle imprese di produzione accompagnando ciò con prospettive che diano stabilità e certezza di reddito per coinvolgere le nuove generazioni. E’ l’intervento più urgente su cui dobbiamo tutti lavorare da subito. Secondo punto da affrontare i rapporti con le forme di distribuzione moderna, che vanno rivisti. E’ un problema di equità ma, soprattutto, di sostenibilità economica anche per le imprese di distribuzione, occorre lavorare di più sul valore e meno sui prezzi. La debolezza contrattuale dell’offerta va in qualche modo bilanciata per evitare che politiche dissennate danneggino tutto il sistema, GDO inclusa. Se in dieci anni abbiamo perso il 14% dei consumi di ortofrutta è un problema di tutti e tutti ci dobbiamo mettere mano insieme con strumenti più adeguati ai tempi. Il terzo tema, a mio avviso, riguarda il costo del lavoro che è collegato direttamente alla competitività delle nostre imprese. Qui l’orizzonte è di medio periodo anche se è un problema vitale; occorre infatti fare i conti con la realtà e non sarà facile trovare le risorse. Per aumentare la nostra competitività nello scenario internazionale è però un presupposto fondamentale almeno quanto le politiche di valorizzazione.

Della CasaMai come ora le imprese aderenti a Fruitimprese – i cosiddetti “privati” – sono stati al centro dell’attenzione del comparto. Richiamati come possibile modello in alternativa alla cooperazione anche dal Ministro Catania, personalmente vi ho sempre considerato più di un’alternativa. Gran parte dell’agroalimentare italiano di successo è infatti contrassegnato da imprese familiari. Quali evoluzioni dobbiamo attenderci nel Vostro sistema?

Salvi – Sono molto soddisfatto che le imprese familiari siano tornate al centro dell’interesse – anche politico – del sistema ortofrutticolo. Per la verità noi abbiamo sempre fatto la nostra parte e siamo cresciuti in silenzio lavorando intensamente in questi anni. Va dato merito a Gino Peviani di averci dato maggior visibilità e sarà mio impegno lavorare per consolidare e migliorare ciò. Per il futuro occorrerà tanto pragmatismo. La crescita e l’aggregazione sono le parole d’ordine a cui noi vogliamo aggiungere la specializzazione, che è una delle nostre caratteristiche distintive. E’ necessaria tanta flessibilità e tanta fantasia per immaginare il futuro, certo i tempi per un salto di qualità sono maturi e le imprese familiari hanno il vantaggio di avere una governance più semplice che dovrebbe semplificare il processo decisionale. Sono comunque relativamente pochi i prodotti su cui abbiamo condizioni per immaginare uno scenario veramente internazionale e su questi ci dobbiamo concentrare.

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