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venerdì 16 luglio 2021


Anguria midi, produzione triplicata per Top Melon

Due anni fa hanno avviato con una coltivazione di angurie midi su cinque ettari, quest’anno i terreni dedicati arrivano a 14 ettari. Stiamo parlando dell’azienda Top Melon di Pantalla (Perugia), che ha deciso investire su questo prodotto per rispondere alle richieste sempre maggiori da parte della Gdo.

“La Gdo rappresenta il principale canale di riferimento per i nostri prodotti e proprio da parte loro ci è arrivata la domanda di aumentare le superfici. Per essere all’altezza dei trend di mercato attuali, abbiamo deciso di investire in anguria midi dalla buccia nera - spiega a Italiafruit News l’agronomo aziendale Luigi Villani Delle Vergini - Il nostro obiettivo è triplicare il volume di raccolta: anno scorso siamo arrivati a 2300 quintali, quest’anno dovremmo farne almeno 6000”. 

La maggior parte delle superfici di anguria midi sono coltivate da Top Melon in terreni nella provincia di Perugia, nei pressi della sede aziendale, a cui si aggiungono terreni dedicati in Molise. "Parliamo di un test che abbiamo voluto attuare sulla fascia litoranea della regione - specifica l'agronomo - dove stiamo ancora valutando quanto le specifiche caratteristiche climatiche possano incidere su pezzatura e qualità".



Ottimo il livello qualitativo dei frutti quest'anno: "Abbiamo lavorato per ottenere il giusto grado di colorazione e croccantezza della polpa ottenendo frutti dolcissimi, con un grado Brix medio superiore a 12" ancora Delle Vergini.
Ad aiutare il lavoro nei campi anche la sensoristica, che "ci supporta nella scelta dei tempi per i turni irrigui, fase importantissima per evitare che i frutti diventino troppo acquosi o addirittura spacchino (cracking) - specifica il tecnico - allo stesso tempo bisogna evitare di dare troppa acqua al frutto per non incidere negativamente sulla sapidità della polpa. Inoltre, quasi sempre quando prepariamo un intervento irriguo, mettiamo a punto una soluzione nutritiva con concimi idrosolubili che scegliamo a seconda delle fasi fenologiche in cui si trovano le piante".

Le angurie midi vengono coltivate dall'azienda nelle prime fasi in tunnellini coperti con tessuti platici per passare successivamente, con l'innalzamento delle temperature medie, a coperture in tessuto non tessuto: in questo modo si riesce a tenere sotto controllo le fasi più delicate, come l'impollinazione. Tutte le piante sono innestate, l'azienda lavora con un particolare sesto d'impianto: "Posizioniamo nel campo altre varietà di angurie impollinanti, sostenute nell'importante ruolo da insetti impollinatori, ottimizzando il processo di impollinazione e quindi di allegagione" dice Delle Vergini.

Le superfici procedono con trapianti a scalare di un mese e mezzo e le raccolte, già iniziate a metà giugno, si protrarranno fino a fine agosto. Buona la shelf life dei frutti, che post raccolta arrivano anche a 3-4 settimane in magazzino, conservati in celle impostate sui 15 gradi centigradi.
"La stagione è partita con qualche manifestazione di afidi e oidio, causati da un iniziale ritorno di freddo prolungato e dall'imprevedibilità delle condizioni climatiche, con escursioni termiche improvvise - commenta l'agronomo - tuttavia non abbiamo avuto dei grandi problemi, aiutati dall'aria, solitamente umida degli scorsi anni, ma che quest'anno sembra finora decisamente più secca".

I trend di consumo sono indissolubilmente legati all’andamento climatico. “La percezione del consumatore sulla volontà di acquisto deriva in gran parte dal clima percepito: più è caldo e più viene scelta frutta dissetante come l'anguria - commentano dall'azienda - e la sensazione è che le angurie di taglia midi vincono su quelle più grosse da 15 chilogrammi. C'è da augurarsi che possa durare l'effetto novità di questo prodotto, venduto attualmente a prezzi idonei. Per il momento va bene, su tutti i quantitativi prodotti abbiamo vendite concordate con la Gdo. Da aggiungere la positività di una buona shelf life dei frutti, che ci aiuta parecchio sullo stoccaggio e quindi sul mercato".

Per il futuro l’azienda conta di aumentare ancora le superfici coltivate ad anguria midi, mentre uscirà a breve un progetto destinato alla realizzazione di un nuovo marchio aziendale, appositamente studiato per le angurie.

Ha collaborato Fabrizio Pattuelli

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