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mercoledì 30 giugno 2021


Pomodoro da industria, più ettari nell'Alessandrino

Aumentano gli ettari coltivati a pomodoro da industria sul territorio alessandrino, almeno un +15% passando dai 2.173 del 2020 (produzione totale di 1.671.200 quintali) agli oltre 2.300.

Per la campagna 2021 rimane al momento l’incognita delle brinate sulle semine precoci di aprile che potrebbero aver causato un danno irreversibile e quindi una decrescita della produzione media stimata in 800 quintali ad ettaro.

«Anomalie meteo, fitopatie, Covid, competitori europei e mondiali, mercati e consumi: sono molti gli interrogativi all'orizzonte ma, grazie al clima ottimale di queste settimane e le irrigazioni di soccorso, le previsioni fanno ben sperare per qualità e quantità – dice il presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco -. La provincia di Alessandria è la zona che ha sviluppato la vocazione più spiccata per la coltivazione del pomodoro da industria di tutto il Piemonte. Per il raccolto 2021 ci si attende un grado Brix nella media per un’attività che ha significative ripercussioni sul nostro territorio, una coltura che è sempre stata sinonimo di garanzia».

Intanto, suscita preoccupazione il fatto che in poche settimane sul territorio nazionale salga nuovamente alla ribalta delle cronache un sequestro di derivati del pomodoro di importazione, con problematiche, evidenziate dalle indagini, di residui non consentiti e, di conseguenza, di sicurezza alimentare.

Nei primi due mesi del 2021, dagli ultimi dati disponibili, continua la crescita delle importazioni in Italia di derivati del pomodoro che già nel 2020 avevano fatto segnare un +6% rispetto a 2019. Infatti, a gennaio e febbraio sono cresciute le importazioni di pomodoro totali (+23%), in particolare dalla Cina (+38%), accompagnate anche dall’aumento delle provenienze dalla Spagna, dal Portogallo, dalla Turchia e dall’Egitto.

Analizzando gli ultimi dati del commercio mondiale completi (Un Comtrade 2019) emerge come la Cina abbia esportato, nel periodo preso in esame, 932.688 tonnellate di derivati del pomodoro, che hanno avuto come principali destinazioni la Russia (79.209 tonnellate), il Ghana (63.614 tonnellate) e l’Italia (58.428 tonnellate).

«Rischiamo che l’immagine e l’economia di una filiera che rappresenta un’eccellenza del made in Italy, vengano compromesse da pochi soggetti che non rispettano le regole di etichettatura e quelle relative alla sicurezza alimentare – aggiunge il direttore Coldiretti Alessandria Roberto Rampazzo -. La crescita delle importazioni rappresenta un elemento di evidente aumento del rischio e pertanto devono essere incrementati i controlli a tutela degli operatori corretti e di tutti i consumatori».

Infne risale al febbraio 2018 l’entrata in vigore dell’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro. «Un risultato importante ottenuto grazie al pressing Coldiretti», concludono Bianco e Rampazzo.

Fonte: La Stampa


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