eventi
CIBUS
Parma 
31 Agosto - 3 Settembre 2021
MACFRUT 2021
Rimini
7-9 Settembre 2021

TUTTOFOOD
Milano 
22-26 ottobre 2021
INTERPOMA
Bolzano
4-6 Novembre 2021 
FIERAGRICOLA 
Verona
26-29 Gennaio 2022

leggi tutto

venerdì 19 marzo 2021


Guerra del pomodoro tra Puglia e Campania

Scoppia la «guerra del pomodoro» tra Puglia e Campania. A provocare la reazione della Regione guidata dal governatore Michele Emiliano, delle associazioni di categoria e della politica locale, la pubblicazione da parte del ministero dell’Agricoltura, sulla Gazzetta ufficiale del 13 marzo scorso, della richiesta di riconoscimento della denominazione «Pomodoro pelato di Napoli» Igp, presentata dall’associazione dei trasformatori conservieri Anicav.

«Ho già avuto contatti con il ministero delle Politiche agricole, stiamo istruendo il fascicolo e a breve sarà pronto. Non arretreremo nemmeno di un millimetro», annuncia l’assessore alle Politiche agricole Donato Pentassuglia, anticipando la volontà della Regione Puglia di opporsi in tutte le sedi alla richiesta di riconoscimento Igp del pomodoro pelato di Napoli.
Già nel 2017 la Campania ci provò, ma la Puglia si oppose, in difesa del pomodoro lungo foggiano. Ora, a seguito dell’istruttoria ministeriale, si è pervenuti ad una stesura finale del disciplinare di produzione della indicazione geografica protetta «Pomodoro pelato di Napoli».

«La levata di scudi sarà netta», prosegue Pentassuglia, che evidenzia come nel Foggiano si «concentra il 90% della produzione nazionale del pomodoro lungo». La Puglia ha 60 giorni dalla registrazione per fare opposizione: «Non ci sono dubbi che lo faremo, il fascicolo è quasi istruito», ribadisce Pentassuglia.

Ma è trasversale la difesa del pomodoro pugliese che arriva dal Consiglio regionale. Dai banchi della maggioranza e dell’opposizione giunge un chiaro «no» alla richiesta campana.

Anche Coldiretti Puglia è al fianco della Regione contro il 'no secco alla richiesta di riconoscimento IGP del pomodoro pelato di Napoli. L’associazione ribadisce la contrarietà senza condizioni al nuovo tentativo di ottenere il riconoscimento comunitario «che non rappresenta la realtà produttiva del pomodoro, ma solo della trasformazione».

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno


Leggi altri articoli su:

Altri articoli che potrebbero interessarti: