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mercoledì 10 marzo 2021


Esselunga e Lidl, le due facce del successo

La distribuzione moderna dovrebbe chiudere il 2020 con un progresso del 5%, di cui l’1%
attribuibile all’esplosione del canale on-line con incrementi molto marcati per i Discount (+8,7%), i Super (+6,8%) e i Drugstore (+6,6%). L’intero sistema dovrebbe ripiegare dell’1,6% nel 2021, cumulando nel biennio un aumento del 3,3%. Nel 2020 la concentrazione del mercato italiano è in progresso: la market share dei primi cinque retailer è del 57,5% dal 52,8% del 2019. Il mercato italiano supera così quello della Spagna (50%), ma resta ben più frammentato rispetto a Francia (78,1%), Gran Bretagna (75,3%) e Germania (75,2%). 
E' quanto si legge nell'Osservatorio sulla Gdo a prevalenza alimentare in Italia e all'estero pubblicato ieri dall'area studi di Mediobanca, ricco di dati e infografiche. Dai numeri si evince che nel periodo 2015/19 i margini risultano in calo: un campanello d'allarme.



Continua la crisi delle grandi superfici che perderanno il 4,8% nel biennio 2020-21 mentre l’e-commerce (+60% nel 2021) potrebbe arrivare al 3% del mercato già nel 2021, due anni in anticipo rispetto al 2023 previsto prima della pandemia.

I leader in Italia

Venendo alle singole realtà imprenditoriali, Mediobanca conferma che nel 2020 Conad detiene la maggiore quota di mercato con il 14,8%, seguita da Selex al 13,7% e dalle Coop al 12,9%. Nel 2011 le Coop erano il primo gruppo con il 15,3%, seguite da Conad al 10,6% e da Selex all’8,1%. I dati preliminari dei grandi retailer internazionali quotati indicano vendite nel 2020 in crescita dell’8,3%, con effetti molto positivi sui margini industriali (+17,1%) e sul risultato netto (+42,4%).

Lidl campione di vendite, Eurospin di redditività

Lidl Italia è campione di crescita delle vendite tra il 2015 e il 2019: +8,7% medio annuo.
Precede Eurospin e Agorà appaiate al +7,6%. Segue, nella graduatoria Mediobanca, il trio Lillo-Md (+6,9%), VéGé (+5,3%) e Crai (+5,2%). 



In termini di redditività del capitale investito (Roi) primeggia Eurospin (20,2%); quindi Lillo-Md (16,5%), Agorà e Lidl Italia al 12,9% e Crai all’11,9%. Tutti i restanti operatori sono sotto la doppia cifra, capeggiati da VéGé al 9,1%. La classifica internazionale per Roi vede primeggiare l’australiana Coles (31,3%), seguita proprio da Eurospin (20,2%), dall’altra australiana Woolworths (19,8%), dalla statunitense Target (18%) e dall’italiana Lillo-Md (16,5%). Buone anche le perfomance delle due società iberiche Jeronimo Martins (13,6%) e Mercadona (13,3%). Curiosità: Lidl Italia segna un Roi (12,9%) superiore a quello della casa-madre tedesca Lidl Stiftung (8,8%).

Utili, nessuno come Esselunga

Supermarkets Italiani (Esselunga) si conferma regina di utili cumulati tra il 2015 e il 2019: 1,340 miliardi. Alle sue spalle Eurospin, a 1.016 milioni, quind Conad a 879 milioni e VéGé a 839 milioni. In terreno negativo invece Carrefour, che ha cumulato perdite per 603 milioni e Coop, in rosso per 252 milioni. 



Esselunga detiene il primato internazionale quanto a vendite per metro quadro nei confini nazionali: con 15.900 euro precede le britanniche J Sainsbury (13.600), Tesco (11.500) e Wm Morrison (11.200 euro) oltre alle due australiane Woolworths (10.700) e Coles (€10.400).

Cooperazione, guida Alleanza 3.0

Coop Alleanza 3.0 è la maggiore cooperativa italiana con vendite nel 2019 pari a 4 miliardi di euro, seguita da Pac 2000 A (Gruppo Conad) a 2,851 miliardi e Conad Nord Ovest a 2,586 miliardi; precedono Unicoop Firenze quarta a quota 2,320 miliardi. Negli ultimi 5 anni le Coop hanno realizzato proventi finanziari netti per 1.233 milioni e subìto svalutazioni finanziarie per 845 milioni.

Seconde linee in ascesa

Le aziende della Gdo di seconda fascia ma con fatturato superiore a 500 milioni di euro sono venti, dalla Finbre (Maxi Di) con 2,124 miliardi fino alla Poli con 506 milioni. Alcune hanno segnato nel 2019 performance rilevanti in termini di Roi: Verofin (Tigros) al 18,2%, Gruppo Arena al 18%, SC Evolution (Iperal) al 15,8%, Supermercati Tosano Cerea al 15,3%, Cannillo (Maiora) al 15,2% e Mega Holding (Megamark) al 15,1%. In aggregato i venti operatori fatturano 20,6 miliardi e sono cresciuti nel 2019 del 5,9%.



I big internazionali corrono con i Pdv esteri

Nel 2019, prosegue ancora il report Mediobanca, i maggiori retailer internazionali selezionati dallo studio hanno un fatturato che oscilla tra i 463 miliardi di WalMart e i 18,6 miliardi della portoghese Jeronimo Martins. Tali operatori fatturano circa il 20% del loro giro d’affari in punti vendita all’estero: la maggiore proiezione internazionale è dell’olandese Ahold Delhaize (77,6%), seguita proprio dalla Jeronimo Martins che vende soprattutto in Polonia (73,3%) e dalle francesi Auchan (62%) e Carrefour (52%).

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