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venerdì 8 gennaio 2021


Ingrosso, segnali di risveglio dei prezzi

Una fine d'anno senza grandi soddisfazioni, un inizio di 2021 con qualche sussulto a livello di prezzi, complice la carenza di alcune verdure: è questo il quadro che emerge per l'ortofrutta dai principali Centri agroalimentari italiani.

"Dopo una lunga fase di stallo oggi (ieri per chi legge, ndr) i listini di alcuni articoli sono cresciuti, ma il fenomeno riguarda prodotti che avevano raggiunto prezzi talmente bassi da non essere nemmeno più ordinati", spiega dall'Ortomercato di Milano Salvatore Musso di Masterfruit. "E' il caso ad esempio delle zucchine, la cui valutazione è lievitata da 1 a 2 euro... La riduzione dell'offerta ha spinto  le quotazioni, tuttavia c’è molta incertezza e non escludo che già domani (oggi per chi legge ndr) i prezzi possano rientrare nei ranghi. L'apertura a singhiozzo dei Centri agroalimentari causata dalle festività - conclude il grossista milanese - incide sul trend".



Dal Mercato di Verona Andrea Saturnini testimonia un andamento piuttosto complesso: "Durante le festività hanno performato in modo negativo tanti articoli di stagione. Per le clementine assistiamo solo ora a un risveglio ma con vendite in ogni caso limitate sia per il prodotto italiano che spagnolo; calma piatta per le arance, male i limoni, fortemente penalizzati dallo stop dell'Horeca; momento difficile anche per finocchi, cavoli e zucchine". 

La giornata di contrattazioni di ieri, la prima dopo le festività, ha "incrociato" un mercato discreto "ma per i prossimi giorni ci aspettiamo un ritorno alla normalità: i consumi sono bassi, molti nostri clienti hanno ancora rimanenze dei giorni scorsi e il quadro generale è piuttosto sconfortante". L'impressione di Saturnini è che il settore stia iniziando a "pagare lo scotto della crisi dell'Horeca e i problemi nell'export. Nei giorni scorsi, purtroppo, non poca merce è rimasta invenduta ed stata gettata, dall'esotico alle verdure".

Elio Paparello dal Mof di Fondi conferma l'"andamento lento" nel periodo delle festività di fine anno: "Molto deludenti le vendite in vista del Capodanno, solo un po' meglio era andata per il Natale... D'altra parte il 20-30% dei consumi è in mano ai ristoranti e con la loro chiusura le conseguenze di sentono eccome". 



Il maltempo delle scorse settimane ha colpito diverse coltivazioni e il calo dell'offerta ha rinvigorito i prezzi a fronte però di consumi contenuti: "Le clementine vanno abbastanza bene - puntualizza Paparello - le mele invece sono ferme; faticano anche le verdure a foglia larga, pur mostrando qualche segnale di ripresa".

Scendendo in Sicilia, il rappresentante dei grossisti di Vittoria Giorgio Puccia fornisce un quadro leggermente diverso: "La settimana di Natale è stata soddisfacente in termini di prezzi e vendite, a seguire abbiamo assistito a un forte calo con una ripresa in questi ultimi giorni: il freddo ha ridotto la quantità di ortaggi disponibili e le zucchine hanno raggiunto l'euro contro i 20-30 centesimi dei giorni precedenti mentre, per le melanzane, le viole quotano 1,20-1,30 euro, in linea con la varietà tonda; la lunga è passata da 90 centesimi a 1,10 euro". 

"Fase rialzista, per lo stesso motivo - aggiunge Puccia - anche per i peperoni, mentre i pomodori sono fermi. C'è un calo della capacità di acquisto che, purtroppo, sembra caratterizzare l'intero sistema Paese". 

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