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martedì 5 gennaio 2021


I carciofi finiscono sott'acqua

Comincia male il 2021 per i carcioficoltori della Bassa Valle del Coghinas, in Sardegna. Le piogge abbondanti cadute nel periodo natalizio hanno infatti allagato circa 800 ettari di carciofaie fra i comuni di Valledoria e Santa Maria Coghinas, causando perdite ingenti di diversi milioni di euro. 

Gli allagamenti hanno interessato sia le pianure che le zone collinari. Un duro colpo per le attività dell’intero indotto e per gli oltre 2.500 lavoratori stagionali di questa filiera. 



Nonostante la tenuta dei canali, le forti precipitazioni non hanno consentito ai terreni argillosi di far defluire l'acqua condannando i carciofi all'asfissia, sottolinea in una nota la Coldiretti Nord Sardegna. “Per questo ci associamo alla richiesta di calamità naturale arrivata dalla Giunta comunale di Santa Maria Coghinas. I danni sono ingenti e stanno compromettendo il lavoro di una annata", dichiara Battista Cualbu, presidente dell’organizzazione.

Ma i problemi climatici vengono da lontano. Secondo quanto riporta un servizio del telegiornale Videolina de L’Unionesarda.it, "a fine settembre ci sono state precipitazioni anche abbastanza importanti, sopra i 60 mm. Poi c'è stato un periodo di 15 giorni dove non è piovuto, seguito da altro intervento di 90 mm. E da allora piove sempre”, racconta un operatore della Bassa Valle del Coghinas al tg.

Video pubblicato sul gruppo Facebook "Coltivatori di carciofi" in merito alla situazione nella Bassa Valle del Coghinas aggiornata al 2 gennaio 2021 

Una settantina le aziende colpite dall’alluvione. "Ho perso l'80% delle carciofaie: 14 ettari su 18 sono ormai compromessi al 100%", conferma un produttore locale a Videolina. Perdite che arrivano in una annata condizionata dal Covid che ha colpito duramente i capolini, prima a fine annata nel primo lockdown e poi durante le festività natalizie. “Le limitazioni per contenere la pandemia hanno chiuso di fatto i principali canali commerciali dei carciofi, determinandone il crollo del prezzo", precisa Ermanno Mazzetti, direttore della Coldiretti Nord Sardegna.

“Fino a Natale abbiamo venduto, anche se la produzione era inferiore di circa il 40% rispetto alla media a causa della siccità prima e della troppa pioggia dopo e con prezzi calibrati alla grave crisi - aggiunge Giuseppe Onnis, presidente di Coldiretti Samassi - Dopo il 25 dicembre invece, come temevamo, con la chiusura dei canali Horeca gli ordini anche dagli importanti mercati del continente si sono fermati, non c’è neppure prezzo per i nostri carciofi, quando siamo nel picco della produzione con prezzi che in media, ed in base alla varietà, variano dai 70 centesimi all’euro a capolino. Abbiamo le celle piene e siamo costretti a lasciare i carciofi sul campo”. 



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