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venerdì 18 dicembre 2020


Verdure «I Cotti», cinque nuove referenze per Agribologna

Agribologna non si ferma, continua ad innovare e a proporre nuovi prodotti vegetali freschi interessanti ed accattivanti per le famiglie italiane. L'ultima novità, presentata ieri, è l'allargamento della linea de "I Cotti", firmata "Questo l’ho fatto io", con cinque nuove referenze: le patate tondello, i pomodorini ciliegini, il pomodoro grappolo, le zucchine ed i peperoni. Tutti questi ortaggi sono coltivati, raccolti e cotti al forno da Fabrizio Magri, socio produttore di Castenaso (Bologna).

La linea delle verdure di V gamma del Consorzio arriva così a quota nove referenze (le altre quattro, già presenti, sono barbabietola rossa, cipolla, patate dolci americane e zucca). Ma non è tutto: per l'occasione, infatti, Agribologna ha anche rinnovato il packaging de "I Cotti", introducendo una nuova tecnologia che abbina carta e plastica (riciclabile al 100%) in modo da ridurre del 30% l’utilizzo di quest’ultima, nel segno del massimo impegno verso il rispetto ambientale. Le confezioni presentano un peso determinato da 300 a 400 grammi l'una, mentre la shelf life è di sei giorni.

“Il lancio delle nuove referenze è un’ulteriore conferma che, nonostante questo difficilissimo 2020 non abbiamo mai fermato i processi di ricerca di prodotto, innovazione di packaging e di sostenibilità, neppure nelle fasi più critiche della pandemia”, sottolinea Angelo Palma, direttore generale di Agribologna. “La capacità di riprogrammazione è stata una delle nostre leve strategiche. Ma quello che possiamo affermare con orgoglio è che abbiamo continuato a sviluppare il nostro impegno per la qualità, che per noi è cruciale, tanto da dedicarle un team specializzato di otto esperti. Si inizia a lavorare sulla qualità a monte, quando il prodotto è ancora un’intuizione. Il processo viene poi guidato e costantemente controllato e messo alla prova, fino ad arrivare agli scaffali della Gdo".


Angelo Palma, Dg di Agribologna

Gli ortaggi freschi "I Cotti" arrivano direttamente dai campi del socio Fabrizio Magri e vengono controllati, lavati, mondati, affettati e cotti in forno a 180-200 gradi, senza aggiungere nulla, per arrivare a un prodotto testimone di praticità, gusto, salute e leggerezza. Una volta raffreddati, i prodotti sono poi confezionati in atmosfera protettiva, in un vassoio che può essere inserito dal consumatore anche nel forno microonde

"I nostri soci hanno scelto di mettere la faccia sull’ortofrutta coltivata da loro, per poter dire con orgoglio che Questa l’abbiamo fatta noi a garanzia proprio di questo impegno - evidenzia ancora direttore generale Palma - Oggi vale più che mai, anche in chiave ambientale. Sempre nuove soluzioni, ricerche per il packaging, il risparmio idrico e la sostenibilità in agricoltura, sono valori espressi e rappresentati anche da I Cotti di Questo l’ho fatto io. Guardando al 2021, confermiamo e rinnoviamo il nostro impegno per qualità e sostenibilità".

Zucca cotta al forno 

I prodotti “Questo l’ho fatto io” sono tutti certificati Sqnpi con metodi di produzione integrata, l’impiego di fertilizzanti organici, insetti utili e tecniche agronomiche rispettose dell’ambiente e della salute del consumatore. Il percorso qualità del Consorzio vede lo staff tecnico affiancare le aziende agricole, a partire dalle indicazioni relative a scelta varietale, nutrizione e difesa vegetale. Le linee guida vengono definite a seguito di sperimentazioni di campo, seguendo i disciplinari della produzione integrata e biologica. 

La squadra di tecnici della qualità del Consorzio Agribologna garantisce il rispetto delle normative vigenti, effettuando ogni anno circa 1.300 controlli analitici su ortofrutta, acque, terreni e altrettanti sulla merce in entrata e su quella in uscita, secondo le normative e gli standard dei clienti. Costante impegno e sviluppo vengono dedicati ai processi interni di controllo, certificazioni volontarie, gestione dell’Haccp e audit interni ed esterni.

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