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giovedì 10 dicembre 2020


«Maap, bilancio in equilibrio e tanta carne al fuoco»

Nell'annus horribilis 2020, così profondamente segnato dall'emergenza Coronavirus, il Maap si appresta a chiudere l'anno con un calo del 9% in termini di volumi ma un fatturato sostanzialmente stabile, in discesa dello 0,5% circa rispetto al 2019: il giro di affari delle aziende che operano in Mercato resta attorno ai 380 milioni di euro malgrado il parziale ridimensionamento dell'export dovuto soprattutto alla maggiore competitività dei Paesi dell'Est Europa, sempre più votati alla produzione. Lo spiega Maurizio Saia (foto sotto), dallo scorso luglio presidente della società di gestione della piattaforma patavina a seguito della nomina da parte dell'amministrazione comunale.



Numerosi i progetti per i prossimi mesi, a partire dalla nuova piattaforma di 3.200 metri quadri che sarà pronta tra marzo e aprile: consentirà di ampliare l'offerta logistica, commerciale e implementare la catena del freddo riducendo i costi, sviluppando azioni e servizi a beneficio di clienti consolidati e potenziali nuovi utenti.

"Quello che si sta per concludere è stato un anno intenso quanto difficile -  sottolinea Saia - con il problema Covid che ha richiesto interventi e misure straordinaria e il rischio di fallimento della storica Cooperativa facchini, ora rientrato grazie all'interessamento del Maap e dei grossisti, con i quali esiste una intensa collaborazione". 



"Condivisione e massima trasparenza sono a mio avviso fondamentali - aggiunge il presidente - e lo sono ancor di più per chi, come me, è stato nominato dalla pubblica amministrazione. Stiamo perseguendo un'azione di razionalizzazione, con uno sforzo anche in termini di comunicazione e avvicinamento al territorio: vogliamo coinvolgere sempre più il tessuto cittadino, le scuole, ma anche il museo della medicina, informando e facendo formazione". 

L'assetto e la gestione della struttura sono altri punti strategici: "Cercheremo di colmare il gap con l'estero causato dalla chiusura della Russia, che a distanza di cinque anni continua a farsi sentire, e dalla continua evoluzione dei paesi dell'Est, sempre più emancipati anche in termini produttivi: il caso dell'Albania con il pomodoro è eclatante. E ancora, serve una prospettiva manageriale per capire se andare o meno verso una privatizzazione del Maap, dove è in fase di attuazione un cambio del regolamento interno anche nell'ottica di uscire dall'autoreferenzialità". Un Maap sempre più aperto e moderno insomma. Con un occhio attento anche alla possibilità di ottenere finanziamenti, battaglia portata avanti per prima da ItalMercati che può rappresentare una chiave di volta nel percorso di crescita.

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