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giovedì 3 dicembre 2020


«Il problema numero uno alla produzione? Gli scarti record»

L'alta percentuale di frutti danneggiati dalle piogge cadute nella terza decade di novembre è un altro elemento di criticità per le clementine. Anzi, per Op Armonia è il più preoccupante: "Tutti parlano di calibro piccolo, ma oggi un problema non inferiore per gravità è rappresentato dagli scarti che ad oggi hanno raggiunto livelli senza precedenti, ben oltre il 30% e del tutto insoliti in questa fase della campagna", spiega l'Ad Marco Eleuteri. "Oltre ad aumentare in maniera vertiginosa i costi in raccolta e post-raccolta, gli scarti preoccupano per la loro continua progressione. Le ulteriori precipitazioni previste per questa settimana nei maggiori areali produttivi e le temperature miti dopo le abbondanti piogge  (in tutto l'arco Jonico si stanno registrando ancora temperature tra i 15 e i 20 gradi) rischiano di compromettere definitivamente una campagna da dimenticare". 

Se non ci sarà un aumento sostenuto delle quotazioni di mercato nei prossimi giorni, aggiunge Eleuteri, molti "giardini" saranno inevitabilmente abbandonati per insostenibilità economica.
"Indipendentemente dalle strategie produttive e commerciali che ogni singolo operatore adotterà per far fronte nel breve periodo a questa crisi senza precedenti - incalza l'esponente di Op Armonia - la gravità di questa situazione ha delle cause di natura strutturale su cui dobbiamo tutti riflettere, e che richiedono cambi radicali dell'intero sistema produttivo già nel breve periodo". 


Varietà Perrina, foto scattata l’ultima settimana di novembre. In apertura, varietà Comune: immagini dei frutti in pianta il 27/11 e poi come si presentano 36 ore dopo la raccolta

Il problema numero uno, a detta di Eleuteri, è che la varietà Comune (oltre l'85% della produzione clementicola italiana), peggiora di anno in anno per colpa del cambiamento climatico: "La temperatura media è cresciuta, i periodi siccitosi sono sempre più lunghi, le precipitazioni sempre meno frequenti, ma più violente quando non addirittura alluvionali... Tutto ciò ha determinato una riduzione notevole del calendario di maturazione di questa varietà, riducendola a non più di 6/7 settimane, dai primi di novembre alla prima metà di dicembre; solo 10 anni fa avevamo tre mesi per collocare questa produzione sul mercato, oggi abbiamo la metà del tempo e non possiamo pensare di farlo senza ridurre in maniera sostanziale la produzione riempendo i vuoti di calendario lasciati dal Comune con varietà di nuova generazione". 

Per chi è alla base del sistema produttivo, incalza Eleuteri, è giunta l'ora di prendere decisioni importanti: "Un ruolo centrale spetta soprattutto alle Op, per le quali c'è la grande occasione di affermarsi come poli di aggregazione necessari per traghettare il sistema produttivo verso un agrumicoltura moderna e sostenibile". Per il manager sarà più difficile, per un agricoltore, andare avanti da solo, perché oggi l'aggregazione non è più solo una opportunità ma una "necessità non più rimandabile per chi voglia restare sul mercato".



Op Armonia ha iniziato a muoversi già diversi anni fa avviando diversi progetti di ricerca e sviluppo in collaborazione con il citrus scientist specialist Francesco Perri, arrivando alla registrazione della varietà di clementine medio tardiva Perrina e poi alla realizzazione di un primo impianto produttivo di questa varietà su di una superficie di 20 ettari: "Ci consentirà di presidiare il mercato con una ottima clementina tradizionale fino all'inizio di febbraio - puntualizza Eleuteri (nella foto sopra) - prima di passare al mandarino della varietà Tang-gold, di cui sono già stati realizzati i primi impianti; sarà per noi l'ultima varietà di soft-citrus in calendario, da metà febbraio fino a fine marzo". 

Continua poi l'impegno nel progetto italiano di ricerca per il miglioramento genetico della clementine, avviato nel 2017 con il Crea-Ofa di Acireale: un progetto di breeding molto ambizioso "che in breve potrebbe anche offrirci qualche piacevole sorpresa", conclude Eleuteri. "La nostra clementicoltura ha assoluto bisogno di ammodernamento varietale: le Op si diano da fare".

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