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martedì 1 dicembre 2020


Ortaggi siciliani, mercato lento e prezzi bassi

E’ un mercato degli ortaggi lento quello descritto a Italiafruit News da Giuseppe Burgio, responsabile commerciale del consorzio Biviere Ortaggi di Gela (Caltanissetta).
C’è pochissima merce italiana sul mercato e molti arrivi dalla Spagna e dall’Egitto – spiega – per quanto ci riguarda siamo al 20% di raccolta sulla produzione totale e i prezzi non camminano. A pesare su questa situazione è sicuramente l’epidemia, che impone alla gente di non spostarsi da comune a comune, tutti fattori che fermano gli acquisti”.


Produzione di pomodori Piccadilly

“Nonostante i volumi nazionali siano ancora bassi – aggiunge il responsabile – pesa tantissimo il prodotto spagnolo che determina un crollo generale dei prezzi: in picchiata non solo pomodori ma anche zucchine, melanzane e peperoni. Va un po’ meglio per i carciofi violetto che si riescono a vendere in bassa Italia, mentre al nord preferiscono il prodotto pugliese con un costo più limitato”.

Il consorzio vende i suoi prodotti ai principali mercati all’ingrosso italiani di Verona, Padova, Treviso, Bologna e Milano. “Il carciofo violetto lo vendiamo a 50 centesimi cadauno, per quanto riguarda i pomodori il ciliegino extra viene commercializzato in una fascia da 1,20 a 1,60 euro al chilogrammo – specifica Burgio - le quotazioni di Piccadilly partono da 0,90 per arrivare a 1, 20 euro; il datterino va da 1,80 a 2,30 euro, il grappolo da 0,60 a 1 euro, mentre le zucchine verdi le vendiamo da 0,60 a 0,80 euro”.
Preoccupante il calo dei volumi registrato per le catene della Gdo: “Se prima consegnavamo una media di 12-14 pedane al giorno, oggi ne facciamo solo due”, sottolineano dall’azienda.


Carciofi violetto di Biviere Ortaggi

“Se la prima fase del lockdown ha fatto registrare un aumento delle vendite, in questa seconda fase il mercato è bloccato – commenta il manager – da una parte incidono i redditi in diminuzione e la fase di incertezza economica, dall’altra parte dobbiamo sempre fare i conti con una concorrenza spagnola sleale che non possiamo fermare”.

A livello qualitativo nessuna criticità per gli ortaggi: “Abbiamo appena iniziato la campagna e stiamo raccogliendo prodotti ottimi – assicura – anche se abbiamo registrato un leggero calo dei volumi, che imputiamo al clima finora troppo caldo. Abbiamo avuto qualche noia con la virosi ma la fase più brutta l’abbiamo già passata e nella nostra zona il problema rimane limitato. Il vero nodo rimane il prodotto spagnolo, che è presente in grossi quantitativi considerato che in Nord Europa non è molto richiesto. Speriamo che le cose possano cambiare da gennaio in poi, quando inizieremo con la piena produzione”.

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