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martedì 13 ottobre 2020


Clementine biologiche, come controllarle da remoto

Con otto ettari dedicati alla coltivazione biologica delle clementine di Calabria tra Terranova da Sibari e Corigliano Calabro in provincia di Cosenza, l’azienda agricola Librandi Francesco ha deciso da due anni di affidarsi a un sistema di agricoltura di precisione che garantisce un risparmio idrico e di trattamenti.

“Si tratta di un sistema progettato dalla startup romana Elaisian – spiega a Italiafruit News Francesco Librandi dell’omonima azienda – consiste nell’installazione di una stazione metereologica che, tramite rilevazioni satellitari, monitora le condizioni idriche e vegetative. Rilevando temperature ed umidità, è anche in grado di calcolare i parassiti e quando i trattamenti sono necessari”.
E continua: “Nonostante già prima usavamo sistemi di irrigazione a goccia, il risparmio idrico ora è notevole, inoltre abbiamo rilevato una diminuzione sostanziale dei trattamenti. E’ l’algoritmo sviluppato dal software che ci suggerisce se il terreno presenta delle criticità di vegetazione e che ci consiglia quanto trattare: a noi basta controllare se è in atto un attacco parassitario o se c’è una carenza nutrizionale. Possiamo monitorare tutti i dati tramite una pagina internet dedicata e, in caso di emergenza, ci arriva una segnalazione tramite messaggio o mail, che ci permette di eseguire un controllo immediato”.



Dopo la stagione difficile dello scorso anno, quest’anno le previsioni produttive sono decisamente più positive. “Inizieremo la campagna da metà novembre per finirla ai primi di gennaio- sottolinea Librandi – quest’anno ci attendiamo una produzione sopra ai mille quintali, decisamente più alta rispetto alla media dello scorso anno, che aveva registrato 700 quintali”.
E anche la qualità si prospetta buona: “Abbiamo avuto una grandinata qualche giorno fa ma non ha rovinato i frutti, in generale non abbiamo registrato eventi climatici avversi a parte un po’ di siccità, che siamo riusciti a sopperire – aggiunge il produttore –  Speriamo che da qui in avanti non ci siano nuove grandinate e gelate, che potrebbero mettere a rischio le clementine ormai mature”.

Dopo una raccolta manuale, i frutti sono venduti ai grossisti, che li commercializzano con il loro marchio. La maggior parte dei canali di vendita è locale: “Vendiamo ai compratori della zona e ai grossi magazzini – dicono dall’azienda - i quali a loro volta distribuiscono il prodotto in tutta Italia ed anche all’estero. La maggior parte dei compratori sono di Corigliano e di Terranova, qui la tradizione delle clementine è molto diffusa”.



Non propriamente soddisfacenti i prezzi: “Potrebbe andare meglio – commenta Librandi – ma capisco che la concorrenza spagnola sia molto forte. I compratori conoscono bene le criticità di vendere un prodotto in un breve periodo, per cui il prezzo viene tenuto il più basso possibile. Le quotazioni oscilleranno dai 25 ai 35 centesimi al chilogrammo e, anche se non si tratta di stime ancora ufficiali, per questo tipo di clementine, servirebbe salire a una fascia più alta”.

Da quasi 20 anni le produzioni dell’azienda sono certificate biologiche : “Abbiamo iniziato con gli uliveti per poi passare anche agli agrumeti. Coltivare con questo metodo rappresenta una difficoltà in più ma pensiamo che possa rappresentare un valore aggiunto per i nostri prodotti”.

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