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giovedì 8 ottobre 2020


Pesche tardive fino a novembre, la Sicilia si rilancia

La Pesca di Leonforte Igp è una percoca tardiva che non soffre mai la concorrenza. Un frutto unico che i produttori siciliani avvolgono in un suggestivo sacchetto di carta pergamena e che da diversi anni vive una sorta di nuova giovinezza. Se si guarda indietro, infatti, non si può dimenticare che questa specialità del Made in Italy ha rischiato seriamente la scomparsa. 

"Nelle annate 2008 e 2009, la produzione peschicola a Leonforte e nei comuni limitrofi era scesa fino a una ventina di ettari, ovvero dai 10mila ai 20mila alberi di pesco. Si è toccato il fondo; poi, l'ottenimento del marchio Igp, nel 2010, ha posto le basi per il rilancio" racconta a Italiafruit News il responsabile commerciale del Consorzio di tutela della Pesca di Leonforte Igp, Domenico Di Stefano (nella foto sottostante).



“Anche in questa stagione 2020, che per noi è iniziata lo scorso 1° settembre, stiamo mantenendo gli stessi prezzi degli ultimi 15 anni. Non ci interessa quindi andare alla ricerca della speculazione. Dal punto di vista qualitativo - prosegue - il prodotto finora è stato bello, pulito e gustoso. C'è stata infatti una buona pezzatura, un grado brix elevato con punte di 15,5-16,5 e non abbiamo avuto problematiche di malattie legate ad infestanti come ad esempio la cimice. L'unica nota dolente riguarda la grandine che, il 23 settembre scorso, ha danneggiato circa il 40% del prodotto in raccolta di alcuni dei produttori Igp più rappresentativi”.

Tra pochi giorni, intanto, nell’areale dell’Igp inizieranno le raccolte delle varietà tardive, che i produttori locali - come al solito - dovrebbero portare avanti in maniera scalare fino al 20 novembre. “Sinora abbiamo raccolto circa 12 milioni di pesche, per un totale stimato di circa 2400 tonnellate. In questa prima parte di campagna, il ritmo di vendita in Italia è stato particolarmente veloce. E ci aspettiamo un buon andamento commerciale anche per i 2,5 milioni di frutti più tardivi che raccoglieremo nel corso delle prossime settimane".



“Da sempre collaboriamo con tutte le primarie catene della Gdo italiana - conclude - La domanda per il nostro frutto supera abbondantemente l’offerta; per questo motivo ogni anno aumentiamo le superfici di circa 10-15 ettari. Ora siamo arrivati a circa 130-140 ettari in piena produzione (+600% rispetto al 2008/09, ndr) che, entro il 2022, diventeranno 200”.

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