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giovedì 1 ottobre 2020


«Castagne, la nostra Bouche de Betizac conquista i mercati»

La coltivazione industriale del castagno Bouche de Betizac rappresenta una ghiotta opportunità per il futuro della frutticoltura campana, a patto che venga sempre rispettata una condizione imprescindibile del mercato: quella della massima qualità nel rispetto dell'ambiente

"Tra circa 10-15 giorni il mercato italiano verrà invaso da castagne turche, greche, portoghesi e spagnole. Noi abbiamo la fortuna di poterci smarcare da questa situazione sfavorevole: quando arriverà la concorrenza, la campagna delle nostre Bouche de Betizac, destinate prevalentemente al mercato del fresco, sarà infatti pressoché terminata": le parole sono di Erasmo Notaro, responsabile tecnico di un parternariato tra sei imprese agricole campane certificate Global Gap - Antonio Notaro, Giovanni Rusciano, Ugo Marrese, Parente, Giuseppe Guerrera e Nicola D'Andrea - che hanno saputo sapientemente creare una filiera virtuosa sulla Bouche de Betizac di alta qualità, sfruttando i terreni vulcanici ricchi di potassio dell'Alto Casertano e le condizioni pedo-climatiche ideali delle zone pianeggianti che, tra l'altro, hanno permesso di eseguire le raccolte in maniera totalmente meccanizzata con le macchine fornite dalla Facma di Viterbo.


Impianto industriale di castagne Bouche de Betizac presso l'azienda Antonio Notaro di Teano

"La nostra partnership spontanea - sottolinea Notaro - ha riguardato quest'anno circa 40 ettari tra impianti giovani ed adulti di Bouche de Betizac, per una produzione complessiva di circa 500 quintali. Tutti destinati al nostro partner commerciale, l’azienda Manzi di Quindici, Avellino, tra le più importanti imprese italiane attive nella commercializzazione di castagne”, evidenzia Notaro. 

“Siamo riusciti nell’intento di chiudere la filiera a 360 gradi, dal seme alla tavola dei consumatori. Il materiale vivaistico viene prodotto dalla Vivai Bassi di Cuneo, altro importante partner del nostro progetto, e seguiamo rigorosi protocolli non solo fitosanitari e nutrizionali, mirati alla minimizzazione dell’impatto ambientale, ma anche logistici. Questo modus operandi ci permette di garantire al mercato castagne Bouche de Betizac che non presentano mai segni di marcescenze o di anomalie pigmentose dell'endocarpo. Il prodotto è davvero stupendo, bellissimo e anche saporito, con un ottimo grado brix e la polpa soda”.


Alcuni frutti del raccolto 2020 di Bouche de Betizac. La rete di imprese campane ha iniziato le raccolte verso il 10 settembre e le terminerà stamani, 1 ottobre. 

La collaborazione in atto sta riscuotendo un grande successo a livello commerciale. In questo periodo, infatti, l'offerta di castagne fresche in Italia e nel mondo è scarsissima, con i prodotti che raggiungono prezzi al dettaglio elevati fino a 15-16 euro il chilo in giro per l’Europa come negli Usa. Il calendario è dunque favorevole e si può iniziare a pensare in grande.

"L’obiettivo che ci poniamo - precisa Notaro - è quello di creare nei prossimi mesi una nostra Organizzazione di produttori che, entro i prossimi due o tre anni, possa gestire almeno 1.500-2.000 quintali di pregio. Confidiamo che questo sviluppo possa essere accompagnato dal nuovo assessore regionale all’Agricoltura, Nicola Caputo. Ci aspettiamo, al tempo stesso, che sempre più aziende campane entrino a far parte della nostra filiera virtuosa, nella consapevolezza che gli impianti industriali di Bouche de Betizac costituiscono una valida alternativa alle drupacee e alle altre specie frutticole che si coltivano nella magnifica zona della Campania Felix. Questa varietà è infatti una delle colture frutticole più redditizie per i produttori: ci vuole però grande attenzione, esperienza e dedizione per fare solo l’alta qualità che richiede il mercato. Offrire un prodotto qualitativamente scadente significa denigrare la Bouche de Betizac”. 

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