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Rilanciare pesche e nettarine? Spunta l’idea del Distretto

Rilanciare una filiera produttiva in perenne crisi come quella peschicola dell'Emilia-Romagna è un lavoro lungo e molto arduo, soprattutto dopo un'annata compromessa dalle gelate. Ma bisogna guardare avanti con fantasia cercando di rafforzare la sinergia tra le economie del territorio (agricoltura, ristorazione, turismo, ecc.) e gli enti pubblici per evitare assolutamente di perdere quell'inestimabile patrimonio di valori e competenze che esprimono i produttori locali di pesche e nettarine. Da queste basi nasce l'idea della Coldiretti Ravenna, presentata ieri in un incontro con le associazioni imprenditoriali, di costituire un Distretto della Frutta estiva. Un progetto aperto a tutti, comuni e province, privati, cooperative, enti di ricerca, università ed associazioni che punti principalmente alla promozione spinta delle drupacee romagnole, dentro al territorio (ad esempio in ristoranti ed hotel) ma anche fuori (eventi, siti web, ecc.), e alla cura dell'ambiente e del paesaggio agricolo locale.

"Ieri abbiamo presentato l'idea in Camera di Commercio, raccogliendo l'importante parere favorevole delle cooperative frutticole del ravennate. A nostro avviso, il Distretto della Frutta può rappresentare una concreta opportunità per poter rilanciare le nostre pesche e nettarine sul modello di quanto fa il Veneto con il Distretto del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene o la Lombardia con il Distretto del Franciacorta”, spiega a Italiafruit News Nicola Dalmonte, presidente della Coldiretti Ravenna

Il progetto del Distretto della Frutta estiva, che andrebbe ad inserirsi nel solco tracciato dai "Distretti del cibo" recepiti alla fine 2019 recepiti dall'Emilia-Romagna, è quindi “una delle poche azioni che possono garantire dei risultati nell'ambito del rilancio di una filiera, come quella peschicola, che oggi rischia seriamente di sparire, con tutte le implicazioni negative del caso in termini occupazionali ed ambientali - aggiunge Dalmonte - Per poter raggiungere un buon risultato sarà fondamentale che tutti i soci esterni al mondo agricolo del futuro Distretto siano promotori attivi dello stesso. L’obiettivo è quindi quello di rilanciare il settore delle drupacee di concerto con tutte le attività economiche del territorio. Non ha senso, per esempio, che i ristoranti romagnoli durante l’estate propongano l’ananas e non piatti o dessert con le nostre pesche, nettarine ed albicocche”.


Nicola Dalmonte, presidente Coldiretti Ravenna 

“Nelle prossime settimane andremo a creare un gruppo di lavoro allargato agli Assessorati regionali all’Agricoltura e al Turismo. L’obiettivo è passare rapidamente alla fase operativa così da predisporre il progetto definitivo entro il 2021 e concorrere al Bando Distretti che nella precedente edizione prevedeva risorse finanziabili fino a 50 milioni di euro. Fondi da spendere per la comunicazione, per la promozione, ma non solo. Potranno essere incentivate, infatti, anche attività molto importanti per i comuni come quella della cura del paesaggio frutticolo”.

“A questi 50 milioni si potranno aggiungere, poi, anche le risorse del Recovery Fund, considerando che il Mipaaf ha proposto il rafforzamento dei Distretti del cibo di tutta Italia attraverso un plafond pari a un miliardo di euro”.

All’incontro hanno partecipato Davide Vernocchi, presidente dell’Op Apo Conerpo e coordinatore del Settore ortofrutticolo dell'Alleanza delle Cooperative Italiane, che ha ribadito la necessità di “salvaguardare il valore della frutticoltura romagnola cavalcando il progetto del Distretto per sottoporlo quanto prima al Governo”. Del medesimo avviso anche Raffaele Drei, presidente della cooperativa Agrintesa di Faenza che ritiene “indispensabile investire nel valore del territorio e in una strategia di comunicazione di tale valore diretta al consumatore, coinvolgendo nel progetto anche intelligenze esterne al mondo agricolo”. 
 
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