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lunedì 28 settembre 2020


Friuli, danni da cimice ridotti per mele e pere

Nel Latisanese (Udine), a raccolta appena conclusa, si contano 250/300 quintali di pere a ettaro, un dato in linea con i numeri dell’anno scorso, ma con una grande differenza: i danni da cimice, che nel 2019 toccavano punte del 100%, sono pari al 25%.

"È il risultato della caparbietà con cui gli agricoltori hanno investito in misure di protezione – commenta il presidente regionale della Coldiretti Michele Pavan –, con conseguente lavoro aggiuntivo. Tra l’altro, è stata rilevata la presenza di ovature parassitizzate ancor prima del rilascio da parte del ministero dell’insetto antagonista. Evidente, dunque, che ci aspettiamo un ulteriore calo dei danni quando quell’intervento darà i primi, concreti effetti".

Pavan sottolinea il buon funzionamento del monitoraggio Ersa, d’intesa con le aziende Coldiretti, ma non dimentica di sollecitare la Regione "ad accelerare l’iter burocratico per gli indennizzi a favore delle imprese colpite dal fenomeno. Misure tanto più importanti in questa difficile fase di convivenza con la pandemia".

Dopo le pere, in una regione che mette insieme 1.200 ettari di coltivazione di mele (Gala, Golden, Fuji le varietà più diffuse) e altri 122 di pere, tocca alle mele (le Gala sono già state raccolte, a 600 quintali per ettaro).

"Anche in questo caso – prosegue Pavan – l’annata si preannuncia positiva. A fronte di danni da cimice del 60% nel 2019, quest’anno non andremo oltre il 15-20%. Tutto questo in un contesto di prezzi adeguati, anche per l’incremento dei consumi nei mesi scorsi, con conseguente svuotamento dei magazzini. L’invito resta a evitare speculazioni e, per quanto riguarda i consumatori, a mangiare frutta locale, di qualità e sicurezza garantite". Da segnalare, infine, le gelate che hanno compromesso l’annata per alcune aziende per quel che riguarda pesche e pesche noci.

Fonte: Il Friuli


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