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giovedì 3 settembre 2020


Maculatura bruna, attacco fulminante anche nel Bolognese

Anche nel Bolognese la maculatura bruna sta causando danni significativi ai produttori di pere Abate Fetel, Conference, Kaiser e Decana. “Fino al 15-20 agosto la situazione era sotto controllo, in quanto si trovava solo un frutto danneggiato ogni tre alberi. Le infezioni sono poi esplose con le più recenti piogge e grandinate sia in campo aperto che negli impianti sotto copertura”, testimonia a Italiafruit News l’imprenditore ortofrutticolo Roberto Tusarelli - socio di Agribologna - che a Galliera (Bologna) gestisce 5 ettari di pereto.

“In pochi giorni - prosegue - siamo passati da danni irrisori ad avere perdite del 40-50% ed oltre in diverse zone degli impianti, le più colpite dal maltempo e le più vicine ad altri frutteti dove si genera il maggior ricircolo di spore. Un attacco fulminante che non si era mai verificato prima d’ora. E il maltempo, come se non bastasse, ha fatto scatenare anche le infezioni del colpo di fuoco batterico”.

L’improvviso attacco dei funghi di queste ultime settimane farà sicuramente molto male ai bilanci dei pericoltori del Nord, che confidavano in un’annata tranquilla dopo il disastroso 2019.



“Per evitare il futuro azzeramento degli ettari di pere sensibili alla maculatura (Abate, Conference, Kaiser e Decana), occorre trovare nel più breve tempo possibile principi attivi efficaci. Molecole che siano, però, anche rispettose dell’ambiente e della salute dei consumatori”, sottolinea Tusarelli

“Personalmente, infatti, non ritengo che l’utilizzo di principi attivi ormai superati e banditi dall’Ue come il Procimidone o il Thiram possa dare la certezza di ottenere risultati importanti, poichè questo tipo di alternaria ha caratteristiche completamente diverse rispetto a quella che conosciamo da almeno 25 anni. Una volta la si teneva a bada col rame e poco altro. Adesso puoi impiegare tutto il rame che vuoi, ma non ottieni nulla. C’è quindi bisogno di studiarla attentamente”.

Se la maculatura bruna sta creando non pochi grattacapi ai coltivatori di pere, la cimice asiatica sembra invece non essere più un annoso problema. “L’estate scorsa, di questi tempi, l’insetto ci aveva fatto perdere più dell’80% dei frutti. Adesso registriamo lo 0% di dannoStiamo parlando quindi di un risultato straordinario a cui siamo arrivati - conclude - utilizzando come mezzi di difesa tutti i piretroidi consentiti dai disciplinari e il bicarbonato di potassio, il quale si è dimostrato un valido repellente della cimice asiatica”.

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