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Pesche e nettarine giovedì 27 agosto 2020


La sfera di cristallo e il futuro delle pesche

Sarà che si è ormai toccato il fondo, ma per il futuro i produttori di pesche e nettarine sono ottimisti. Battute a parte, secondo una recente indagine dell'Ismea i peschicoltori considerando un periodo di 2-3 anni prevedono una situazione migliore rispetto a quella odierna. Il 2020 sarà ricordato come un anno dai volumi ridotti al minimo e dai prezzi interessanti, per chi ha prodotto ovviamente (clicca qui per leggere l'approfondimento di ieri).



"Il risultato - fa notare Ismea nel suo ultimo report dedicato a pesche e nettarine - e` ancora piu` incoraggiante se lo si confronta con il sentiment dell’intero settore frutticolo e del mondo della produzione agricola nel suo complesso. Ma d’altro canto e` vero che le prospettive del settore sono indissolubilmente legate alla continuazione e al successo del processo in atto di riequilibrio tra domanda e offerta. E` auspicabile che l’espianto di pesche e nettarine riguardi, in Italia e in Europa, soprattutto le aree meno vocate e le varieta` meno gradite a consumatori e mercati perche´ ad esempio meno zuccherine e aromatiche. L’innovazione varietale puo` svolgere un ruolo molto importante nel rilancio di questo prodotto. I principali elementi sui quali la ricerca sta lavorando sono: l’elevata pezzatura e consistenza del frutto, il sapore dolce ed aromatico, il colore intenso ed esteso, la produttivita` elevata e costante, la rusticita` della pianta e la resistenza alle principali avversita` e fisiopatie".

Questi i binari che tutto il comparto peschicolo nazionale dovrebbe seguire, sforzandosi poi di imboccare un processo di aggregazione. Ismea ricorda come "negli ultimi anni, il settore e` stato oggetto di importanti cambiamenti e la riduzione del potenziale produttivo e` stata accompagnata dalla riconversione varietale che ha portato alla diffusione delle varieta` piatte, che ha permesso di rivitalizzare il consumo di un prodotto maturo, dal punto di vista del ciclo del prodotto".



Un'altra importante innovazione di natura prettamente tecnico-agronomica - annota l'istituto - riguarda l’introduzione di pesche e nettarine a “basso fabbisogno in freddo”, che hanno consentito l’espansione della peschicoltura ad aree caratterizzate da climi piu` caldi e hanno permesso di anticipare l’epoca di maturazione e raccolta dei frutti.

C'è poi uno scoglio da affrontare. Quello della segmentazione del prodotto nei punti vendita. Il consumatore andrebbe aiutato nella scelta in base alle specifiche tipologie organolettiche e gustative dei frutti: ad esempio polpa dolce o subacida, polpa equilibrata, polpa acidula, polpa rossa. Perché far questo? "Per ridurre la quota di consumatori insoddisfatti in fase post-vendita", rimarca Ismea. "E` indubbio che il consumatore acquista scegliendo con gli occhi ma e` altrettanto vero che reitera l’acquisto se soddisfatto a livello gustativo; quindi il sapore e l’aromaticita` dei frutti devono essere considerati come un prerequisito per tutte le nuove varieta` che si intende introdurre nel panorama varietale esistente - conclude il report - che di per se´ e` gia` troppo ampio".

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Maicol Mercuriali
Editor - Social Media Manager
maicol@italiafruit.net

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