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mercoledì 15 luglio 2020


Ciliegino commodity, la rivoluzione del gusto è partita

Elevare lo standard qualitativo del ciliegino rosso italiano destinato al mercato del mainstream, partendo prima di tutto dal miglioramento del parametro di grado brix e del gusto. Questa la strada che Syngenta ha intrapreso nel proprio Centro di ricerca di Acate (Ragusa), “fucina” di nuove varietà di pomodori adatte agli ambienti dell’Italia.

“Fare innovazione - dice a Italiafruit News Bruno Busin, product development specialist Solanacee di Syngenta Italia - non significa soltanto essere orientati alla fascia premium ad alto valore aggiunto, ma approcciare in modo completo l’intero mercato. Per questo motivo da diversi anni siamo tornati ad investire fortemente sul ciliegino per il segmento mainstream, quindi il mercato dove si concentrano i maggiori volumi di produzione e vendita. L’obiettivo è aiutare i produttori italiani a dare una maggiore soddisfazione gustativa al consumatore, per evitare una sorta di disaffezionamento al ciliegino commodity”. 


Bruno Busin

In questa logica, le nuove varietà Syngenta sviluppate ad Acate sono Paskualeto (introdotto nel 2019) per trapianti primaverili ed estivi e Cherye (appena lanciato; nella foto di apertura) per quelli in serra siciliana da fine agosto a fine gennaio. 

“Questi due ciliegini presentano ottime caratteristiche agronomiche, sono resistenti alle malattie e alle manipolazioni e dispongono di una buona shelf-life. Però, rispetto ad un ciliegino di fascia media, si distinguono per il gusto e la qualità intrinseca superiori. I nostri investimenti in ricerca e sviluppo - prosegue Busin - ci hanno infatti consentito di incrementare il grado brix rispetto all’offerta attualmente disponibile nel segmento mainstream. Una cosa non certo semplice da ottenere, un segnale importante di discontinuità rispetto al prodotto di massa del passato”.


Paskualeto   

"Su questo filone abbiamo già in programma di lanciare sicuramente altre nuove varietà di cherry in grado di coniugare adeguate performance agronomiche con gusto e qualità, in modo da soddisfare pienamente le esigenze dei produttori, della Gdo nazionale e della fascia più ampia di consumatori”.

“Stiamo lavorando al tempo stesso sul concetto di easy to produce, sul quale poggia le sue basi Cherye, varietà rustica, facile da coltivare e che, in questo senso, garantisce ai produttori una riduzione degli interventi colturali e quindi dei costi di produzione", conclude Busin.




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