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venerdì 3 luglio 2020


«Castagne, massima attenzione all'impollinazione»

La stagione 2020 delle castagne potrebbe dare maggiori soddisfazioni ai produttori italiani che, in questi giorni, confidano di poter ritornare ai livelli produttivi di una decina di anni fa. Non bisogna però farsi prendere da facili entusiasmi in quanto l’impollinazione è attualmente in corso in tutti gli areali produttivi, avanzando gradualmente in base all’altitudine ed alle varietà

“Fino a questo momento, il potenziale produttivo delle piante sembra essere soddisfacente. Voglio però invitare le aziende agricole  a monitorare con particolare attenzione la fase dell’impollinazione che, a detta di molti scienziati, rappresenta il periodo più critico per l’inoculo delle avversità fungine come Gnomoniopsis”, afferma a Italiafruit News Giampaolo Rubinaccio, coordinatore del Comitato Frutta a guscio dell’Oi Ortofrutta Italia.


Giampaolo Rubinaccio

“E’ necessario attendere almeno altri 15 giorni, quando si completerà la fase della impollinazione, per poter esprimere le prime indicazioni produttive consone alla realtà e anche per poter avere un quadro chiaro circa i danni cagionati dal cinipide galligeno nei vari areali".

"Non va inoltre dimenticato che a influire in negativo sulle quantità effettive potranno essere nocivi sia i carpofagi come le cydie, attive già prima della fase dell’allegagione, che il balanino. I castanicoltori dovranno intensamente impegnarsi a controllarli attraverso metodi di confusione sessuale o con interventi chimici previsti dai disciplinari di produzione integrata”.

Castagneto, situazione vegetativa in Campania (2 luglio 2020)

"Ma quello che all'Italia deve stare a cuore - conclude Rubinaccio - non è tanto la quantità, quanto piuttosto la qualità delle castagne che si possono potenzialmente produrre. Per fare ciò è necessario che i soci dell'Oi sollecitino le aziende agricole a svolgere un monitoraggio accurato nei castagneti per prevenire l'inoculo di funghi da adesso fino alla raccolta".

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