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giovedì 18 giugno 2020


Arrigoni, nuovi agrotessili per il controllo della deriva

Secondo l’ultimo rapporto annuale di Legambiente “Stop pesticidi”, un terzo dell’ortofrutta italiana presenta tracce di sostanze anticrittogamiche. Solo l’1,3%, tuttavia, è fuorilegge, mentre tutto il resto è contenuto entro i limiti consentiti. All’estero la situazione è ben più preoccupante, con il 4% dell’ortofrutta che risulta irregolare. In tale contesto, è la frutta la categoria che presenta i maggiori problemi di residui, essendo privo di tracce solo il 36% dei campioni analizzati.

Il problema dei trattamenti in agricoltura è dunque di stretta attualità, anche nell’ottica della promozione di un’alimentazione sana e attenta a valorizzare una produzione sostenibile, obiettivo questo al centro di tutta la filosofia del Gruppo Arrigoni.

Arrigoni, realtà leader a livello internazionale nel settore tessile tecnico per l’agricoltura, entra infatti oggi nel frutteto in modo innovativo e originale, proponendo due nuove soluzioni per conciliare da una parte le esigenze dei professionisti del settore primario, che necessitano comunque di effettuare trattamenti entro i limiti consentiti, dall’altra il mondo della distribuzione e del consumatore finale, che esigono un prodotto dove i residui siano il più possibile contenuti se non completamente assenti. 

Anti-Deriva Grey® è un tessuto progettato appositamente per ridurre la deriva degli spray derivanti dall’irrorazione di agrofarmaci, mentre Anti-Deriva Grey Pro® è una rete a maglia piana molto fitta, realizzata con le medesime finalità. L’efficacia di entrambe le soluzioni è stata sperimentata direttamente sul campo, grazie a test condotti dalla Fondazione Edmund Mach, da sempre vicina ai professionisti dell’agricoltura.

Rispetto alla diffusione dei trattamenti “senza rete”, Anti-Deriva Grey Pro® di Arrigoni ha mostrato la riduzione del -32% di residui sotto il filare, il -49% a 3 metri sopra la protezione, il -90% alla distanza di 5 metri dal frutteto.
Da parte sua, Anti-Deriva Grey® ha presentato un -35% di residui sotto il filare, un -22% a 3 metri sopra la protezione, un -65% alla distanza di 5 metri dal frutteto.

L’utilizzo di protezioni artificiali specifiche per controllare la dispersione delle micro-goccioline di agrofarmaci si è dunque dimostrato fondamentale per ridurre drasticamente il problema dei residui. Risultati ancora migliori si possono ottenere adottando altri accorgimenti di natura pratica, come quello di programmare il trattamento in giornate con una ventosità non superiore ai 16km/h e utilizzare ugelli con pressioni adeguate.

Oltre al controllo della deriva, un’ulteriore preoccupazione per i coltivatori di ciliegi rimane la protezione da agenti atmosferici e da attacchi di parassiti. Sempre nell’ottica di promuovere sistemi di agricoltura sostenibili e rispettosi dell’ambiente, Arrigoni propone la gamma Protecta®, che introduce un nuovo concetto di copertura che garantisce molteplici vantaggi: riduzione della percentuale di passaggio dell’acqua; mantenimento di un sufficiente passaggio d’aria e di un buon microclima; elevata resistenza meccanica; lunga durata nel tempo (in Italia oltre 6 anni); protezione da grandine, vento, gelo e sole. Inoltre, Protecta® è un sistema di copertura in monofilo Arlene Diamond® ad alta tenacità che si presenta come uno schermo protettivo multifunzionale, in grado assicurare il buon esito della raccolta: protegge allo stesso tempo da grandine, vento, gelo e pioggia. Protecta® System poi integra il tessuto antipioggia con la protezione laterale fornita dagli schermi Biorete®, efficaci nell’impedire che gli insetti nocivi raggiungano i raccolti e causino danni nella frutticoltura.

“Sia per chi applica la lotta integrata, sia per chi produce biologico – spiega Giuseppe Netti, agronomo di Arrigoni – la nostra azienda è in grado di proporre soluzioni specifiche e realizzate su misura. La frutticoltura del resto è una delle categorie più complesse dell’agricoltura, soggetta più che mai a diverse variabili difficilmente gestibili. Con una vasta serie di proposte e di soluzioni personalizzabili, come Arrigoni riusciamo oggi a rispondere a molteplici problematiche del settore”. 

Il gruppo Arrigoni opera nel settore tessile tecnico dal 1936. Nel 1959 inizia la produzione di tessuti a rete in polietilene. Ha oggi oltre 50 anni di esperienza nel settore degli schermi protettivi. Le tre unità produttive del gruppo insistono su un’area complessiva di mq 110.000; la superficie coperta è di mq. 39.000. Arrigoni ha 8 linee di estrusione di filati ad alta tecnologia, 126 macchine tessili e 25 linee di trasformazione. Gli addetti diretti sono 160, la capacità produttiva annua è di oltre 6000 ton/anno di tessuti a rete, pari a 75 milioni di metri quadrati (7500 ettari) di una rete di peso medio. Arrigoni concepisce, produce e distribuisce: agrotessili innovativi per un migliore controllo climatico ed una produzione di cibo più sano e sicuro e altri tessuti outdoor per usi tecnici e/o ambientali. Il suo team di ingegneri, tecnici e agronomi lavora assiduamente per un mondo più verde e più sostenibile.  È oggi leader europeo nelle applicazioni tessili tecniche per l’agricoltura.

Fonte: Ufficio stampa Arrigoni 


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