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martedì 16 giugno 2020


Difendere le foglie dai nemici della IV Gamma

L'integrità della foglia è uno dei principali requisiti qualitativi richiesti ai produttori di IV Gamma, per questo il controllo dei fitofagi è fondamentale per preservare la redditività della coltivazione. Ma chi sono i principali nemici delle foglie che troviamo in buste e ciotole? Altica (Phyllotreta spp.), Delia platura e Spodoptera littoralis sono tra gli ospiti maggiormente indesiderati delle serre, ma per combattere questi parassiti è possibile ricorrere a soluzioni naturali come i nematodi entomopatogeni - utilizzati anche in agricoltura biologica - macroorganismi multicellulari di dimensioni microscopiche (<0,5 mm) che si sviluppano a spese di insetti dannosi. Koppert - azienda specializzata nello sviluppo, produzione e commercializzazione di soluzioni naturali per l'agricoltura - ha messo a punto una strategia dedicata alla difesa degli ortaggi a foglia destinati alla IV Gamma e recentemente su questo tema ha organizzato un interessante webinar.



I nemici della IV Gamma sono stati "presentati" da Luigi Sannino (Centro di Saggio Sesat). "Le altiche - ha spiegato l'esperto - sono piccoli coleotteri dotati di robuste mandibole che si divertono a rosicchiare le foglie della rucola: sono piccoli insetti che fanno grandi danni. Nella Piana del Sele c'è una buona rappresentanza di questi parassiti, capaci di causare danni ingenti all'integrità delle foglie: sappiamo bene come poche impallinature possano causare il rifiuto di interi lotti".



Delia platura è un dittero simile alla mosca comune, dalla quale si differenzia per il corpo più affusolato e occhi molto sviluppati. "I danni - ha evidenziato Sannino - sono causati dalle loro larve, che vanno ad intaccare il fusticino delle giovani piante di spinacino: i risultati sono delle fallanze in produzione. La mosca grigia sverna nel suolo e gli adulti compaiono tra marzo e aprile".

I produttori di IV Gamma da anni combattono contro Spodoptera littoralis. "Nel comparto è l'insetto più conosciuto in assoluto - ancora Sannino - I danni sono dovuti alle rosure, che aumentano in proporzione al numero e all'età delle larve, le quali diventano progressivamente più voraci".



Per affrontare questi insetti, Koppert ha puntato sui nematodi entomopatogeni sviluppando due prodotti: Capirel (che ha come target le larve di nottue e ditteri e le pupe di tripidi) e Sportnem-H (colpisce le larve di coleotteri come le altiche). La strategia di Koppert è stata illustrata dal product development Paolo Banzato. "I nematodi entomopatogeni vanno a svilupparsi a spese degli insetti dannosi: cercano il fitofago, penetrano nella preda attraverso aperture naturali, rilasciano batteri simbionti che si moltiplicano velocemente e portano l'insetto alla morte. Poi i batteri trasformano il contenuto dell'insetto in nutrimento per i nematodi stessi".

Capirel e Sportnem-H sono ora proposti in una nuova formulazione gel. "Permette una miglior diluizione in acqua e una minor sedimentazione, oltre ad occupare molto meno spazio e questo va influire positivamente sul trasporto e lo stoccaggio - ha sottolineato Banzato - Inoltre nessun residuo resta visibile sulla coltura. Nella formulazione gel i nematodi sono in una stasi molto più profonda e quindi il prodotto ha una conservabilità maggiore, nel caso di Capirel (S. feltiae) 16 settimane rispetto alle 4 della formulazione a base argilla, mentre per Sportnem-H (H. bacteriophora) 6 invece di 4. L'applicazione di Capirel e Sportnem-H è molto semplice: si scioglie in acqua, si mescola e si tiene in agitazione la soluzione per utilizzarla con qualsiasi sistema per applicazioni fogliari o irrigazione. Trattandosi di macroorganismi sono necessarie alcune accortezze, come lavorare con pressioni inferiori ai 20 bar, rimuovere i filtri, avere un'apertura minima degli ugelli a 0,5 mm e prestare attenzione alla temperatura interna della botte in modo che non superi i 27-30°C”.



I nematodi sono macroorganismi e come tali sono esenti da registrazione, come detto sono ammessi in agricoltura biologica e sono compatibili, complementari e sinergici con altre tecniche di protezione della coltura. “L'efficacia è garantita e non c'è nessun rischio di sviluppo di popolazioni resistenti; in più queste soluzioni si caratterizzano per la selettività: nessun impatto su organismi non target – ha concluso Banzato – Non c'è nessun tempo di rientro, intervallo pre-raccolta o buffer zone da considerare: è sicuro per gli operatori e per l'ambiente”.

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Maicol Mercuriali
Editor - Social Media Manager
maicol@italiafruit.net

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