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martedì 16 giugno 2020


L'intelligenza artificiale e l'ortofrutta

Utilizzare gli algoritmi predittivi di vendita per ridurre i prodotti freschi invenduti e limitare il pericolo di out of stock o di un eccesso di produzione e quindi di un possibile spreco: l'intelligenza artificiale può essere usata anche in ortofrutta - in modo particolare nel comparto della IV e V Gamma - per ottimizzare la produzione ed evitare sprechi. Hopenly, Pmi innovativa di Data Science, lavora proprio per realizzare modelli automatizzati di previsione della produzione, algoritmi costruiti su misura, modelli che - come spiega a Italiafruit News Barbara Vecchi, founder e Ceo dell'impresa - "possono essere di grande aiuto per le aziende che lavorano con prodotti agroalimentari freschi, analizzando i dati di quello che sta succedendo per cercare di predire il futuro”.



Nessuna sfera di cristallo o formula magica. Ma numeri, tanti numeri, e molteplici sorgenti informative. "L'alimentare fresco ha una vita breve, una scadenza - ragiona l'imprenditrice - da qui l'importanza di produrre le giuste quantità ed evitare sprechi. Il nostro lavoro è dare indicazioni sull'ottimizzazione della produzione: nel caso dell'ortofrutta pensiamo ai prodotti servizio, che possono e devono essere programmati".

Parliamo quindi di una nuova tecnologia a supporto della pianificazione della produzione di prodotti freschi. Hopenly ha dotato di un algoritmo in grado di offrire come output un dato che indica la previsione, con cadenza settimanale, delle future 4-5 settimane intrecciando una mole di dati. "Il modello considera dati climatici, monitora le notizie, l'effetto calendario dalle festività ad eventuali scioperi, e poi lo storico delle vendite, la disponibilità di materia prima, la stagionalità, le promozioni - illustra Vecchi - Il database viene poi strutturato in modo diverso per ogni azienda a seconda delle specificità del settore. Tutte queste informazioni aiutano a stimare i volumi di vendita: crediamo che l’intelligenza artificiale possa aiutare manager e imprenditori a ottimizzare gli investimenti ed eliminare gli sprechi, alleggerire il magazzino, limitare i costi di produzione inutili e migliorare la pianificazione di promozioni e sconti".

L'uomo non è sostituito. Gli eventi straordinari, gli imprevisti, vanno valutati e gestiti dal personale. "Non c'è algoritmo che potesse prevedere in anticipo il Covid e i suoi effetti - chiosa l'imprenditrice - Ma grazie a questa esperienza ora sappiamo come cambiare i modelli di rischio. L'intelligenza artificiale aiuta a prendere decisioni: gli impatti delle promozioni, per esempio, non sempre sono ben gestiti, sarebbe interessante capire quanto si sarebbe venduto senza la promo. Ad esempio si può controllare il comportamento della Gdo con le vendite promozionali. L'intelligenza artificiale è uno strumento economico, alla portata di tutti, capace di aiutare le imprese a competere sui mercati internazionali: all'estero questi meccanismi sono utilizzati per ottimizzare la produzione ed evitare sprechi. In Italia siamo ancora indietro. I modelli predittivi permettono di anticipare i trend e consentono un deciso vantaggio competitivo tanto più in un contesto dove la concorrenza sarà sempre più agguerrita. Per i prodotti freschi, a differenza dei beni durevoli, il ridotto tempo a disposizione per la vendita limita anche la pianificazione di promozioni e sconti. Insomma, la tecnologia in questi casi può fare davvero la differenza".



La riduzione degli sprechi incide anche sulla sostenibilità della produzione. "Seppur il tema della sostenibilità ambientale mi stia a cuore - aggiunge Vecchi - mi preme far comprendere alle aziende il vantaggio economico nell'investire in Data Science. Ottimizzare la produzione significa ridurre lo smaltimento della plastica, azione che può incidere sul costo finale e quindi aumentare i margini. Lo abbiamo sperimentato con un’azienda italiana storica del settore alimentare, dove abbiamo realizzato un modello automatizzato di previsione della produzione che, con un investimento di 40mila euro, ha permesso una riduzione annuale di prodotti freschi invenduti per 170mila euro, pari al 2.6% del fatturato e il mantenimento di magazzino sotto i 100mila euro di prodotto non fresco, per un risparmio totale di 300mila euro in un anno”.

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Maicol Mercuriali
Editor - Social Media Manager
maicol@italiafruit.net

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