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venerdì 12 giugno 2020


I tre punti per il rilancio post-Covid

Nulla sarà più come prima, ma il settore ortofrutticolo italiano può guardare avanti con motivata fiducia. A patto di valorizzare salubrità e sicurezza, garantire soddisfazione al consumatore, calibrare correttamente il concetto di convenienza che, tradotto in inglese, diventa “Save money”, cioè buona qualità a un prezzo accessibile. Sono i principali spunti emersi dal Think Fresh Webinar Preview, due intense ore di dati e approfondimenti sul post Covid che ieri pomeriggio hanno fatto il punto su cosa è successo e cosa potrà succedere dopo lo tsunami che ha colpito il sistema economico internazionale.

“Ci attende una nuova normalità, in questi mesi sono cambiate abitudini di acquisto e vari trend sono destinati a consolidarsi nel tempo”, ha esordito Roberto Della Casa, managing director di Agroter e Italiafruit News, introducendo i temi dell’evento online riservato agli aderenti a Think Fresh 2020, che a settembre si concentrerà sul tema della sostenibilità. "Il web ci ha salvato: 10 o 20 anni fa il lockdown sarebbe stato ben più drammatico. Il settore ha tenuto più e meglio di altri, ma il difficile viene adesso”.



La ricerca - realizzata nel periodo del lockdown dal Monitor Ortofrutta di Agroter in collaborazione con Toluna - dimostra che gli italiani sono i più preoccupati d’Europa per il futuro. La campagna della frutta estiva sarà probabilmente complessa ma, nonostante questo, gli operatori palesano ottimismo: l’80% dei partecipanti al webinar ha infatti risposto al sondaggio sulle prospettive dei consumi di ortofrutta affermando che non peggioreranno o addirittura miglioreranno. E per lo studio Ambrosetti, il food si confermerà resiliente anche nei prossimi mesi, se non ci sarà una seconda ondata.

Durante la presentazione sono emersi dati eclatanti: dalla settimana 7 alla 22 (fine maggio) il largo consumo confezionato è stato protagonista di una galoppata non scendendo mai sotto il +10% rispetto allo scorso anno. Bene l’ortofrutta, con la novità dei punti vendita di prossimità su tutte, male gli iper. L’exploit del confezionato e dell’ecommerce, il calo della frequenza d’acquisto, la riscoperta di prodotti basici come lievito, farine, ma anche mele e agrumi, sono altre tendenze emerse chiaramente nel periodo clou della pandemia, insieme al boom delle consegne a domicilio, “cavalcate” dall’82% dei fruttivendoli interpellati, che su questa modalità hanno costruito gran parte delle proprie fortune. Male, invece, la IV Gamma, che però prepara con convinzione il riscatto.


Andrea Montagna. In alto Roberto Della Casa introduce i lavori in studio

Gli ospiti in studio e quelli collegati hanno confermato queste tendenze portando i loro interessanti contributi. Insieme ai responsabili di Coop e Conad (cliccare qui per leggere la news) hanno preso la parola Paolo Gerevini e Andrea Fedrizzi di Melinda, Augusto Renella di Naturitalia, Andrea Montagna in rappresentanza di UIf IV gamma: quest’ultimo, nonostante i numeri in rosso (“tra il 17 febbraio e il 17 maggio il nostro comparto ha perso 20 milioni di euro, le ciotole sono crollate del 50% rispetto all’analogo periodo 2019”) non ha nascosto un certo ottimismo: “L’impressione è che il mondo dell’alimentare terrà, come Bonduelle stiamo pianificando una fine di 2020 e un 2021 di sviluppo. Abbiamo pagato dazio per colpa della deperibilità e dell’offerta limitata di fresh cut nei piccoli negozi, quelli che più di tutti hanno guadagnato quote. Ora stiamo lavorando a un position paper per poter garantire un prodotto di sempre maggiore qualità e shelf life, in attesa del ritorno alla piena normalità”. 



Chi invece sorride è il mondo della mela: “Ci aspettiamo un finale di campagna in linea con l’andamento di una stagione senz’altro positiva e stiamo preparando nuove iniziative di impatto e di coinvolgimento nei confronti del consumatore", l'analisi di Gerevini. "All’estero intanto si aprono nuovi sbocchi, in primis nel Far East:  prodotti di qualità associati alla marca stanno raggiungendo il Vietnam, mi auguro sia solo l’inizio di una riconoscimento su larga scala della nostra qualità”.


Andrea Fedrizzi (Melinda)

“La stagione era positiva anche prima di Covid, poi a marzo ed aprile l’aumento dei consumi è stato vertiginoso”, ha aggiunto Fedrizzi (sopra). “La mela è diventata frutto ideale per il consumatore che ha cambiato stile e modo di vivere: buona, facile da consumare ovunque, di lunga shelf life”. E ora il Consorzio punta sull’innovazione, “tema cruciale per il futuro: vogliamo proporre contenuto e contenitore originali e distintivi, per questo abbiamo selezionato un paniere ristretto di nuove varietà ideali per il consumatore e per il nostro micro-clima”.


Bruno Francescon ed Andrea Peviani

Renella, invece, ha raccontato come Naturitalia abbia vissuto e gestito il lockdown sul fronte export. Ne parleremo, insieme ad altri temi, nei prossimi numeri di Italiafruit News. In chiusura di webinar, prima che Bruno Francescon e Andrea Peviani (foto sopra) raccontassero i progetti di Perla Nera, Della Casa ha snocciolato i tre driver per la ripartenza: valorizzazione dei concetti di salute e sicurezza che non emergono a sufficienza, a livello di comunicazione; perseguimento della soddisfazione del consumatore; convenienza “save money”, facendo spendere al meglio i soldi di chi si reca nel punto vendita. “La logica del prezzo basso che troppo a lungo ha regnato deprime il settore e non dà soddisfazione a nessuno”, la conclusione di Della Casa. 
Appuntamento a settembre con Think Fresh.

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