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lunedì 8 giugno 2020


Futura, tecnologie Made in Italy nei Paesi emergenti

“Vogliamo portare le nostre tecnologie in tutti i Paesi in cui la calibrazione elettronica è essenziale per l’esportazione dei prodotti locali, a partire dalle nazioni in via di sviluppo: per questo abbiamo ideato le calibratrici Logika, che garantiscono la qualità, l’affidabilità e l’attenzione al dettaglio del Made in Italy a prezzi competitivi”. Omar Papi, responsabile operativo di Futura, sintetizza così la politica aziendale di una società che, pur facendo leva su uno staff giovane, vanta un’esperienza trentennale nel settore degli impianti per la selezione e confezionamento di prodotti ortofrutticoli. 

“I nostri impianti sono altamente personalizzabili e adattabili in base alle esigenze delle varie aree di mercato e prodotti in cui operiamo”, aggiunge Papi. “Oltre a fornire prodotti di ottima qualità, riteniamo che sia di fondamentale importanza il servizio di customer care. Per questo seguiamo ogni fase di ciascun progetto, dalle prime richieste alla spedizione e al montaggio delle nostre calibratici, fino alla formazione del personale che utilizzerà le macchine. Possiamo selezionare i frutti attraverso parametri come peso, diametro, colore o qualità esterna. Tali parametri possono essere applicati singolarmente o combinati tra loro per una calibrazione ancora più specifica”.


                                                                                                                                                      Vista la vocazione all’export, sin dall’inizio Futura si è specializzata non solo nella lavorazione di prodotti “standard” come mele, pesche, albicocche o agrumi, ma anche su frutti "inusuali" o di recente immissione sul mercato: datteri, melograni, avocado, mango, cipolle, patate e dragon fruit.  
 
“Il software delle nostre calibratrici è caratterizzato da un approccio estremamente user-friendly, grazie all’interfaccia semplice e intuitiva, ma ricca di funzioni”, aggiunge Papi. “L’App Futura Smart Grading permette inoltre ai nostri clienti di monitorare le macchine in remoto attraverso smartphone o tablet e garantisce, se necessario, un rapido intervento remoto da parte del nostro staff”.

“Il 2019 ha registrato un aumento di fatturato di oltre il 25% rispetto al 2018”, sottolinea ancora il responsabile della Srl. “Pur essendo un’azienda di medie dimensioni, il nostro business deriva per una grossa fetta, fino al 90%, dall’estero, di cui almeno un 60% extra Cee. I mercati che seguiamo con stabili organizzazioni locali sono Spagna, Grecia ma soprattutto i Paesi extracomunitari: tutta l’area del Csi, come Russia, Kazakhstan, Uzbekistan, Tajikistan oltre a Iran, Azerbaijan, India, Pakistan, Egitto, Kenya, Sud Africa fino ad arrivare all’Australia e al Perù”. 



Ma come è stato gestito il periodo clou del Covid? "Futura ha chiuso la produzione prima del lockdown, a tutela dei propri dipendenti, interrompendo l’attività dal 16 marzo fino al 5 aprile. I progettisti, i tecnici per il service, l’ufficio commerciale ed amministrativo hanno continuato a lavorare in smart working, programmando tutto fino al più piccolo dettaglio in vista della riapertura”, puntualizza Papi. “I nostri fornitori hanno continuato a ricevere progetti ed ordini per le nostre commesse; in tal modo, quando abbiamo riaperto avevamo tutto il materiale pronto per ricominciare”.                                                                                                                  

Il portafoglio ordini è "coperto sino a fine novembre: le prossime consegne vedranno impianti in produzione per l’Italia, Spagna, Grecia, Kazakhastan, Iran, Azerbaijan, Uzbekistan, Russia, Egitto e Kenya, solo per citarne alcuni”.



“Il coronavirus non ha rallentato i nostri investimenti, al massimo li ha fatti dirottare in maniera diversa”, puntualizza Papi. “Ad esempio, se non possiamo partecipare a fiere, investiamo di più nella comunicazione online. Un aspetto non trascurabile è il montaggio nei Paesi più lontani e con un rigido lockdown: con i nostri centri assistenza autorizzati, dislocati in tutte le aree in cui normalmente operiamo, abbiamo iniziato a realizzare anche i montaggi delle nostre linee lavorazione, come in Russia, Kazakistan, Uzbekistan e Iran, solo per citarne alcuni in cui stiamo già operando in questo innovativo sistema. Il tutto deriva da una organizzazione ben precisa”.   

Come? “Prima della partenza dal nostro quartier generale di Cesena, da sempre, tutte le linee vengono accuratamente collaudate e testate. Alla luce delle nuove filosofie aziendali adottate, andiamo a preparare dei tutor filmati con audio, delle varie fasi di montaggio, collaudo, test e smontaggio di tutte le macchine che compongono l’impianto. Questi nuovi strumenti, aggiunti alla normale documentazione tecnica, come disegni di montaggio e manuali di uso e manutenzione ci permettono di dare ai nostri local team un ottimo supporto per il montaggio in loco”. Tutte le macchine Futura sono da tempo controllate da remoto sia a livello elettrico che elettronico, ma ancora non vi era stata necessità di un montaggio assistito da remoto, soluzione implementata a causa dell’emergenza coronavirus. 



E i progetti per i prossimi mesi? “Futura non ha assolutamente interrotto tutti i suoi investimenti tecnici già pianificati ed è orgogliosa di comunicare che entro fine 2020 saranno pronte tutte le nuove linee per la calibrazione e confezionamento di piccoli frutti, come ciliegie e tomato cherry. Il nostro target di mercato sono impianti di capacità non oltre le 3 tonnellate l’ora. Dopo diversi mesi di test in sede e presso clienti, ora ci sentiamo tranquilli per poter iniziare le vendite. La novità si andrà ad aggiungere alla già numerosa famiglia di calibratrici: ormai possiamo tranquillamente affermare che abbiamo la soluzione ideale per tutte le necessità”.   

Le prospettive sono interessanti: “Sicuramente vi è stato un rallentamento negli investimenti da parte dei clienti; chi non aveva progetti impellenti, ha preferito posticipare. Per quello che ci riguarda, grazie alla forte presenza in tanti Paesi ora ci troviamo con moltissimi progetti aperti, che saranno decisi entro fine luglio, quasi tutti con consegne per fine 2020/primo semestre 2021. Quello che stiamo cercando di far capire ai nostri clienti è che bloccare gli investimenti non è la soluzione ai problemi, anzi, appena ci sarà una ripartenza economica le aziende che si faranno trovare pronte, avranno i maggiori benefici”, conclude Papi.  

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