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venerdì 22 maggio 2020


Dal vivaio alla precision farming, Top Melon compie 25 anni

Da 2 ettari piantati nel 1995 ai 300 ettari attuali. Sono i numeri su cui negli ultimi 25 anni si è sviluppata l’attività dell’azienda umbra a gestione familiare Top Melon, che oggi conta su una produzione annua di 120 mila quintali di melone per un fatturato medio di 10 milioni di euro.

“Questi 25 anni di attività sono stati impegnativi e carichi di sacrificio ma anche di soddisfazioni – spiega a Italiafruit il fondatore dell’azienda Giorgio Spinetti insieme a suo fratello Gianni - ed oggi siamo felici di far parte di un settore così importante della nostra economia. L’obiettivo che ha sempre contraddistinto il nostro operato è stato produrre qualità ai massimi livelli, una qualità che oggi è diventata necessità per tutta la filiera agroalimentare, che si affianca alla fortuna di operare in un territorio vocato”.


Essere e fare filiera per una qualità costante

“Per noi essere e fare filiera significa avere sotto controllo tutte le fasi della produzione e ottimizzare i processi di lavorazione – sottolineano dall’azienda – a partire dal nostro vivaio dove controlliamo la crescita costante delle  piante fino ad una gestione sostenibile dei terreni, garantita dall’abilità di uno staff specializzato”. 
“Oggi – continuano - possiamo contare su 250 ettari distribuiti localmente in provincia di Perugia e altri 100 ettari tra i territori di Verona, Lazio, Campania e Sicilia. Ci serviamo da queste ultime zone principalmente da fine marzo fino ai primi di giugno, poi iniziamo con la produzione locale. Tutti i nostri meloni vengono lavorati in due moderni stabilimenti dove avviene la selezione e il confezionamento del prodotto a seconda delle esigenze dei clienti. Per quanto riguarda la distribuzione del prodotto, abbiamo sviluppato un nostro parco di autocarri pronto a raggiungere qualsiasi zona d’Italia”.


Dal seme al vivaio

Il vivaio di Top Melon

I plateau di semi acquistati dalle ditte sementiere crescono da Top Melon nella struttura dedicata del vivaio, attivo sei mesi all’anno per realizzare tutte le piantine necessarie. 
“Abbiamo introdotto questa struttura sei anni fa – dice Spinetti – e ad oggi notiamo il miglioramento di qualità per le nostre piante. Il vivaio ci consente di avere un prodotto garantito, adatto alle nostre necessità produttive e allo stesso tempo salubre: l’utilizzo limitato della struttura consente, nei periodi di fermo, una sanificazione naturale contro i patogeni che spesso si insidiano nelle strutture sovraccariche di cicli produttivi”. 
E continua: “Il principale vantaggio è quello di poter programmare epoche di semina e di trapianto secondo le nostre necessità. Un controllo completo dell'intero ciclo vitale della pianta concede ampi spazi di perfezionamento tecnico che altrimenti non si potrebbero attuare. Da considerare inoltre che una strategia di lotta integrata può essere intesa efficace e completa solo laddove si accompagna la crescita della pianta sin dalle sue primissime fasi di sviluppo: una piantina che arriva sana al trapianto è garanzia di una giusta partenza per una buona coltivazione”.
“Ogni anno – aggiungono – destiniamo qualche ettaro di terreni per le prove delle nuove varietà, per capire quali sono i periodi migliori per la coltivazione, oltre che per individuare le resistenze delle piante”.

Una coltivazione sostenibile



“Gestiamo i nostri terreni nel pieno rispetto di un’ agricoltura sostenibile  - affermano i fondatori - e quindi attenta alla rotazione culturale, al buon utilizzo delle migliori tecniche agronomiche, dove si concilia la concimazione organica con le tecnologie d’avanguardia come la meccanizzazione di precisione, l’utilizzo di sonde per la misurazione dei dati utili al contrasto delle fitopatie, capannine meteo per ottimizzare ed evitare sprechi nell’utilizzo delle acque per l’irrigazione”.
L’esperienza accumulata negli anni permette a Top Melon di conoscere oggi le varietà che meglio si adattano all’andamento climatico della zona resistendo alle pressioni di fitopatie e parassiti. “Tutte le tecniche attuate – assicurano - dalla scelta del tipo di forzatura e relativa copertura (tunnel, mini-tunnel, Tnt) a seconda del periodo, alla cadenza e al tipo di interventi fitosanitari e nutrizionali, e fino alla scelta delle cultivar e dei sesti di impianto, sono frutto dell'accurato lavoro di affinamento che negli anni ci ha permesso di ottenere la massima qualità nel pieno rispetto dell'eco-sistema circostante”.
Ad affiancare l’esperienza ci sono anche le tecnologie come la precision farming, che grazie ai sensori installati in campo, permette di avere uno screening completo e in tempo reale della coltivazione in corso, facendone emergere bisogni e problemi, permettendo interventi puntuali e precisi.
“Grazie ai sensori di umidità  - continua il produttore – sappiamo se la durata del turno irriguo è sufficiente a colmare il bisogno idrico del momento, evitando sottostime ed eccessi della preziosa risorsa idrica. E ancora, i sensori meteo ci permettono di ottenere rapidamente un calcolo dell'Evapotraspirazione giornaliera, nonché di conoscere la velocità di sviluppo-accrescimento della pianta”.
Sui terreni di Top Melon non mancano neanche i sensori di bagnatura fogliare che, incrociati con i dati climatici di temperatura e umidità, permettono di capire se ci sono le condizioni di sviluppo delle fitopatie (pseudoperonospora in primis). 
Sicuramente tra gli obiettivi dell’azienda c’è anche la riduzione dell’utilizzo di fitofarmaci: “Abbiamo iniziato l’anno scorso le prove per la produzione biologica, oltre ad affidarci alla rotazione colturale e all’introduzione di insetti utili”. Oggi tutti i prodotti di Top Melon godono della certificazione Global Gap, mentre arriverà a breve la certificazione Ifs per il magazzino.
      

Marchi storici e nuovi progetti


Il nuovo packaging per la linea premium

“I nostri meloni sono distribuiti con due marchi, il Platinum e il Grifone – dice il manager - Mente il primo richiama una colorazione grigio argentata, il secondo è caratterizzato dal colore nero e si ispira al Grifo, simbolo per eccellenza di Perugia. Generalmente vendiamo i nostri meloni per il 60% alle catene della Grande distribuzione e per l’altro 40% ai mercati all’ingrosso da Roma in su. E’ probabile che quest’anno la situazione sia un po’ diversa, considerata una vendita maggiore nella Gdo. Per quanto riguarda il commercio estero, vendiamo i nostri meloni nelle catene della grande distribuzione di Germania e Svizzera”.
Per il futuro, l’azienda è pronta ad investire in tecnologia: “Il prossimo anno aggiungeremo due nuovi banchi di lavorazione nel nostro stabilimento, mentre già da quest’anno siamo partiti con un nuovo packaging moderno e scherzoso, da utilizzare per la linea premium dei nostri meloni. Abbiamo ritenuto che il prodotto d’eccellenza dovesse essere valorizzato con un imballaggio ad hoc e attualmente siamo in fase di stampa”.
“Tra le nostre prerogative future rientra anche il commercio online – assicura Spinetti – è un canale in forte via di sviluppo a cui non si può più guardare con diffidenza”. Un obiettivo in linea con la vision di un’azienda sempre più moderna, anche grazie al ricambio generazionale in atto: le redini dell’azienda stanno infatti passando dai fondatori, Giorgio e Gianni a Marco Spinetti, alla sorella Chiara ed alla cugina Carolina, un team la cui età media non supera i 30 anni. “La strada del futuro è già progettata e sarà guidata dall’ottimismo che deve resistere anche in questi momenti di difficoltà per il nostro paese” conclude il commerciale.



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