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lunedì 11 maggio 2020


Cimice asiatica in Turchia, a rischio il 30% delle nocciole

Prosegue la diffusione massiccia della cimice asiatica in Turchia e il settore corilicolo locale lancia l’allarme: se non si riuscirà a contenere l’“insetto killer dell’ortofrutta”, il Paese rischia di perdere il 30% delle sue nocciole. E questa eventualità avrebbe effetti considerevoli soprattutto sul piano internazionale, dal momento che la Turchia produce oltre la metà di tutte delle nocciole del mondo.

La questione è stata recentemente trattata dal quotidiano britannico The Guardian in un articolo intitolato “L'invasione di cimice asiatica in Turchia minaccia l'approvvigionamento mondiale di nocciole”, nel quale si legge che Halyomorpha halys è stata segnalata per la prima volta nel 2017, dopo aver devastato i noccioleti della vicina Georgia. Da allora si è diffusa in almeno otto città, principalmente nella Regione del Mar Nero dove ha origine la gran parte della produzione turca. 



Finora per combattere Halyomorpha halys sono stati utilizzati insetticidi, ma si teme che non possano più bastare per il futuro. L’industria delle nocciole, in collaborazione con alcuni scienziati e università, si è quindi mossa per chiedere al governo l’avvio della lotta biologica classica con la vespa samurai, suo antagonista naturale, sfruttando gli studi che sono stati condotti da altri Paesi europei.

La vespa samurai non è infatti presente in Turchia e bisognerebbe prima “importarla” per motivi di studio. Il settore intende però aggirare questo passaggio per salvaguardare produttori, industrie ed esportatori. “Impiegare tempo per analizzare a fondo i rischi della vespa samurai sarebbe sconsiderato poiché la cimice asiatica è già presente e rappresenta una grave minaccia”, ha spiegato Ilyas Edip Sevinç, responsabile dell'Associazione degli esportatori di nocciole della regione del Mar Nero.

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