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mercoledì 22 aprile 2020


Costo del lavoro più basso per agire sulla manodopera

“Quello della mancanza di manodopera agricola è un problema serio e reale per il comparto primario, che va affrontato con urgenza vista l’imminente necessità per i lavori preparatori agricoli di pieno campo e per la raccolta dei prodotti in serra. Chiediamo pertanto al governo di intervenire quanto prima, partendo ad esempio dal DL ‘Cura Italia 2’ o cosiddetto ‘DL aprile’, abbassando il costo del lavoro almeno fino alla fine del 2020; un intervento di decontribuzione previdenziale, infatti, potrebbe a nostro avviso rappresentare un argine alla carenza di manodopera nel comparto agricolo”. Lo ha sottolineato il presidente della Copagri Franco Verrascina intervenendo al Tavolo di confronto tra le parti sociali convocato dalle ministre del Lavoro e delle Politiche Sociali Nunzia Catalfo e delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Teresa Bellanova in relazione alla pandemia del Covid-19. Il tavolo tornerà a riunirsi nella settimana corrente.


Franco Verrascina

“Nella grave e delicata situazione che sta attraversando il Paese, che sta avendo ripercussioni a macchia d’olio sull’intero comparto primario, bisogna equiparare la decontribuzione previdenziale delle aziende agricole a quella delle imprese situate in aree svantaggiate, ad esclusione di quelle montane, andando quindi ad abbassare il costo del lavoro”, ha rimarcato Verrascina.

“Non dobbiamo poi dimenticare che, oltre alle nuove problematiche sorte in seguito alla Pandemia del Coronavirus, che ha stravolto le abitudini di consumo degli italiani, minato sensibilmente la redditività dei produttori agricoli e ridotto le esportazioni agroalimentari e gli ingressi dei lavoratori stranieri, la situazione della manodopera agricola deve fare i conti con altre annose e tragiche questioni, quali le condizioni dei trasporti e degli alloggi”, ha continuato il presidente.

“Accanto alle misure decontributive, è poi necessario continuare a lavorare per semplificare il più possibile l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro in agricoltura, puntando con decisione su sistemi istituzionali di intermediazione della manodopera agricola, quali piattaforme informatiche pubbliche e trasparenti che vadano a coinvolgere tutti i potenziali interessati, partendo dai disoccupati, dai cassaintegrati e dai percettori del reddito di cittadinanza, e procedere con la regolarizzazione degli stranieri con il permesso di soggiorno scaduto e con possibilità di avere un contratto di lavoro”, ha concluso Verrascina.

Fonte: Ufficio stampa Copagri


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