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martedì 21 aprile 2020


«Ciliegia veronese, buone prospettive con l'innovazione»

Parte sotto buoni auspici la campagna della ciliegia veronese e c’è ottimismo in casa di Bolla Ferdinando Srl, azienda veneta che produce in vari areali della provincia scaligera. In questa stagione la società prevede di raccogliere circa 2.500 tonnellate di materia prima certificata GlobalGap, da commercializzare prevalentemente in Gdo con i marchi “Le ciliegie di Verona” e “Le ciliegie della Lessinia”, quest'ultimo al debutto.

“Il gelo ha danneggiato solo in parte le prime varieta`, mentre tutte le altre cultivar stanno avanzando senza problemi”, esordisce il titolare Roberto Bolla. “La nostra azienda e` situata alle pendici della Valle d’Alpone, precisamente a Monteforte e produce, lavora e confeziona ciliegie dagli anni Settanta”. La stagione prenderà il via a inizio maggio con le produzioni sotto serra dedicate alle varieta` Early Lory e Early Bigi per poi proseguire in campo aperto. “Negli ultimi anni, grazie alla collaborazione sviluppata con i Vivai Top Plant abbiamo investito molto nel rinnovamento varietale con cultivar come le sette sorelle Sweet, sia nella pianura veronese, sia in montagna, nell’altopiano della Lessinia”. 


Ciliegie Regina (campagna 2019). In alto, Early Bigi - Early Lory sotto serra

L’azienda ha deciso di “delocalizzare”, pur restando nella stessa provincia, soprattutto perche´ le posizioni delle nuove produzioni sono immuni al problema della Drosophila Suzukii: “Nelle zone limitrofe - spiega Bolla - non ci sono coltivazioni e quindi il rischio derivante da altre produzioni è assente; le temperature, inoltre, non presentano grosse escursioni termiche, mentre abbiamo puntato su varieta` con impianti fitti e superfitti non più alti di 1,70 metri, per agevolare la raccolta. Puntiamo infine su impianti sotto serra per proteggere il prodotto dalle precipitazioni, dal gelo e per anticipare la raccolta”.



Il 2020 segna  il debutto sul mercato delle "Ciliegie della Lessinia", a coronamento di un progetto avviato sei anni fa con diversi produttori dell’altopiano. “A circa 700 metri coltiviamo le varieta` più tardive per garantire la fornitura di prodotto sino alla fine di luglio-prima settimana di agosto”, puntualizza l’imprenditore. Circa duecento le tonnellate raccolte nei comuni della montagna veronese - L’azienda, che produce anche susine President e Stanley, fattura circa 20 milioni di euro e oltre alle catene distributive - discounter compresi - serve anche i cash and carry: “Speriamo di poterlo fare anche quest’anno, compatibilmente con l’evoluzione della crisi legata a Covid-19”, conclude Bolla.

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