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martedì 21 aprile 2020


«Fragole, l'emergenza rivoluziona i canali di vendita»

“Prima del lockdown, commercializzavamo i nostri prodotti al 90% con il centro agroalimentare di Pescara e il 10% al dettaglio, ma ora è cambiato tutto” dice a Italiafruit Marco Leonzio dell’azienda agricola Leonzio di Francavilla al Mare in provincia di Chieti.

Il 30% dei nostri prodotti, principalmente fragole, andava all'Horeca - spiega - da quando bar, ristoranti e pasticcerie hanno chiuso e anche i mercati rionali sono bloccati, abbiamo dovuto rivedere i nostri canali commerciali. Ora dialoghiamo principalmente con i piccoli negozi che vendono al dettaglio, tramite le consegne a domicilio e qualche gelateria che consegna a domicilio, ma il volume di lavoro è comunque in calo rispetto all’anno scorso”.



“Abbiamo lanciato la vendita a domicilio due settimane fa e siamo in fase di crescita, soprattutto grazie al passaparola: se lo scorso anno i negozi di vicinato acquistavano due o tre cassette al giorno, ora ne richiedono cinque, d’altronde raccolgono tutto il pubblico dei mercati rionali che sono stati soppressi. Consegniamo con cadenza fissa tre giorni a settimana, il lunedì, il mercoledì e il venerdì, e facciamo 30 consegne per volta: gli ordini li riceviamo tramite Whatsapp e consegniamo fino a 15 chilometri di distanza. Il servizio a domicilio funziona ma va sempre considerata la variante temporale: per fare 30 consegne ci vuole circa mezza giornata. Prima vendevamo i nostri prodotti anche in un punto vendita a Pescara ma lo abbiamo chiuso quando abbiamo deciso di puntare sul commercio all’ingrosso, che speriamo di riprendere presto”.



La produzione
“Le fragole sono la produzione principale della nostra azienda a conduzione familiare – continua il titolare – ne lavoriamo 20 mila piante, di cui 5000 coltivate in serra e il resto in campo aperto. Abbiamo tre varietà, una precoce e due tardive: una scelta che abbiamo fatto per non scontrarci con le tempistiche della Candonga e per mantenere i prezzi ad un buon livello. Attualmente i nostri livelli produttivi sono ancora bassi, produciamo dalle 25 alle 30 casse al giorno, che vendiamo in vaschette aperte da 500 grammi”.
“Nonostante ora le fragole rimangano il prodotto più richiesto - aggiunge - seguito dalle cime di rapa, coltiviamo anche fagiolini, pomodori, peperoni e insalate principalmente in serra. Pur nel nostro piccolo, ogni anno ci allarghiamo un po’: siamo partiti da 3mila piante per raddoppiare l’anno successivo e arrivare a 15mila quello dopo. Rispetto all’anno scorso, abbiamo aumentato la nostra produzione del 20-30% e l’anno prossimo contiamo di crescere ancora. Dalla nostra abbiamo un clima un clima favorevole che ci assicura prodotti di qualità”.



Focus sui prezzi e manodopera
Il cambiamento dei canali commerciali si riflette anche sui prezzi? “Per il commercio al dettaglio i prezzi sono rimasti uguali rispetto all’anno scorso, il vero problema sono i prezzi dell’ingrosso – commenta Leonzio – che sono un continuo saliscendi mentre lo scorso anno erano più stabili. La settimana di Pasqua è stata un terno al lotto: all’inizio le fragole si vendevano a 3,50 al chilogrammo, verso il fine settimana a 6 euro, il sabato sono riscese a 4/5 euro, mentre il martedì dopo Pasqua sono tornate a 2,50 e ora stanno risalendo a 3 euro”.
“Fortunatamente la manodopera non rappresenta un problema per la nostra azienda – conclude il titolare – al momento la produzione è bassa e riusciamo a raccoglierla da soli. Quando la produzione arriverà a 150 casse al giorno, allora andremo a richiamare la rete di contatti della zona che ci siamo costruiti negli anni, principalmente donne che lavoreranno per noi per due mesi per ultimare la raccolta”.

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