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lunedì 20 aprile 2020


Coronavirus, trasporto marittimo di container a rischio

Il coronavirus sta dando un duro colpo al trasporto marittimo di container, che quest’anno potrebbe perdere complessivamente fino a 23 miliardi di dollari. Questa è la stima della società d’analisi Sea-Intelligence Consulting, che ha stilato due scenari. 
In quello migliore, le compagnie marittime potrebbero subire una riduzione di traffico di almeno il 10% rispetto allo scorso anno, con una perdita di profitti pari sei miliardi di dollari. 
Nello scenario peggiore, il traffico potrebbe crollare ai livelli del 2009, con perdite che potranno raggiungere i 23 miliardi, a causa anche della forte riduzione dei noli.

La ripresa della produzione cinese avvenuta a marzo ha aumentato il numero delle portacontainer in navigazione, ma le compagnie globali hanno mantenuto comunque la riduzione di alcuni servizi su tutte le rotte. Tra aprile e maggio, la riduzione di stiva sarà tra il 29% e il 34% rispetto allo stesso periodo del 2019, anche per cercare di aumentare i noli riducendo l’offerta.

Questa situazione porta un altra società di analisi, Alphaliner, a rilevare un’alta probabilità d’insolvenza per sette delle undici principali compagnie globali. Questa stima nasce dalla procedura di calcolo Altman-Z, elaborata negli anni Sessanta da Robert Altman e che calcola le probabilità di una società di fallire entro due anni. Per questa compagnie, l’indice è di 1,3, pari a una probabilità “molto alta”. La causa è il fermo di portacontainer, valutato in tre milioni di teu (pari al 13% della stiva totale), che sta riducendo il flusso di cassa delle società. Le sei compagnie che mostrano un capitale circolante negativo sono Cma Cgm, Hapag-Lloyd, Hmm, Pil, Yang Ming e Zim.

Fonte: Trasportoeuropa.it


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