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venerdì 17 aprile 2020


Pomodori, in Sicilia si teme l'avanzata del prodotto estero

“Fino ad oggi le vendite di pomodoro sono andate abbastanza bene, ma ora inizia ad esserci un po’ di flessione e temiamo la merce in arrivo da Olanda e Spagna, che abbasserà inevitabilmente i prezzi dei prodotti italiani”. 
A scattare una fotografia del mercato del pomodoro è Giuseppe Burgio, responsabile commerciale del consorzio Biviere Ortaggi di Gela.

“Produciamo diverse varietà di pomodoro: rosso a grappolo, ciliegino siciliano, piccadilly siciliano e datterino - continua - La zona in cui ci troviamo contribuisce a donare ai nostri pomodori caratteristiche eccezionali in termini di gusto, consistenza e resistenza alla manipolazione".



Le vendite nei mercati e Grande distribuzione
“La chiusura del canale Horeca ha sicuramente scombussolato il settore ma le vendite nei mercati non sono calate di molto perché è aumentato il consumo domestico e ora le famiglie acquistano più ortofrutta - commenta Burgio - Vendiamo principalmente sui mercati di Verona, Padova, Treviso e Bologna e nell’ultimo periodo la situazione è stata altalenante. I prezzi dei nostri pomodori all’arrivo in piattaforma a Milano si attestano su 1,30 euro per i pomodori a grappolo, 1,20 euro per le vaschette da 500 grammi di ciliegino e 1,30 per le vaschette di piccadilly. Non sono di certo quotazioni alte ma abbiamo preferito vendere il prodotto piuttosto che lasciarlo in campo. Un discorso a parte va fatto per la Grande distribuzione, in cui l’emergenza sanitaria e il periodo pasquale hanno decisamente trainato gli acquisti, ora invece le vendite sono diminuite del 50%”.



E sulla situazione di emergenza che il settore sta vivendo, Burgio commenta: “Il problema maggiore sono i trasporti, quelli disponibili sono sempre meno. Gli autotrasportatori hanno paura e partono solo se realizzano il pieno carico. Il 50% dei camion provenienti dal nord Italia scende vuoto, con un relativo incremento dei costi”.
“In azienda invece non è cambiato molto – aggiunge – certo c’è stato un calo di produzione ma non abbiamo licenziato nessuno. Con questa scelta, abbiamo voluto valorizzare i nostri dipendenti, permettendo loro di lavorare con tutti i dispositivi di protezione e la giusta distanza di sicurezza”.

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