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giovedì 9 aprile 2020


Fragole e asparagi alla riscossa

Nei Mercati all’ingrosso si sta per concludere una settimana contraddistinta da un aumento generalizzato dei prezzi, in particolare per i prodotti stagionali, favoriti sia dall’innalzamento delle temperature sia dalla festività pasquale, che rendono la domanda sicuramente più ricettiva rispetto ai giorni scorsi. E' questo, in sintesi, ciò che emerge dall’analisi “Quick Service” del Monitor Ortofrutta di Agroter che ha approfondito i trend della settimana in corso interpellando i referenti di 10 fra i principali mercati ortofrutticoli italiani: Bologna, Brescia, Bergamo, Fondi, Milano, Padova, Roma, Torino, Vittoria e Verona. Per maggior informazioni sul servizio clicca qui.

Il quadro generale
Finalmente le temperature sono rientrate nella media del periodo e, secondo la maggior parte degli operatori interpellati, è proprio questa la causa principale che ha determinato una certa vivacità nelle contrattazioni. Poi, storicamente, durante la settimana pasquale si è sempre registrato un aumento degli acquisti (come in ogni festività) ma senza un clima mite non ci sarebbe stata la stessa dinamicità, soprattutto per i prodotti stagionali. Inoltre, i produttori scontano ancora gli effetti del gelo delle scorse settimane, che ha rallentato le operazioni di raccolta in campagna con un conseguente calo dell’offerta.

La fragola è senza dubbio il prodotto che più ha beneficiato di questi sviluppi, con un netto rialzo delle quotazioni, superiore al 50%; segue a ruota l’asparago, con prezzi raddoppiati rispetto alla scorsa settimana. Si segnala, infine, l’inizio della campagna di pesche e nettarine provenienti dall’emisfero Nord, in particolare dal Marocco e in seconda battuta dalla Spagna, con merce di ottima qualità che suscita un discreto interesse fra gli operatori.



La situazione in Lombardia e Piemonte
Al Mercato ortofrutticolo di Milano la settimana è partita col piede giusto e c’è fiducia per le prossime sedute: “Lunedì le vendite sono state sostenute - spiega a Italiafruit News Luigi Catalano, manager director di Gala Fruit - grazie soprattutto ai negozianti e in buona parte dagli ambulanti, che stanno reagendo alla chiusura dei mercati settimanali con un servizio di consegne sempre più preciso e puntuale. Il calo dell’offerta di alcuni prodotti, attualmente molto richiesti come fragole, asparagi e broccoli, ha determinato un sensibile aumento dei prezzi.”

“Le fragole di alta qualità - prosegue Catalano - stanno spuntando fra i 4,50 e 6 euro il chilo, gli asparagi italiani superano facilmente 6 euro il chilo, mentre i broccoletti si posizionano fra i 3,50 e 4 euro il chilo e, paradossalmente, sono più cari di un melone siciliano che oscilla fra 2,20 e 2,80 euro il chilo. Probabilmente questa situazione non durerà a lungo, e già dopo Pasqua dovremmo assistere ad un abbassamento fisiologico delle quotazioni”.



Anche all’Ortomercato di Brescia i listini dei prodotti stagionali sono in continuo rialzo, come emerge dalla testimonianza del grossista Stefano Vaccari, titolare dell’azienda Eurorinascita. “Le fragole lunedì mattina si vendevano fra 3,80 e 4 euro il chilo, già stamattina (ieri per chi legge) la Candonga proveniente dalla Basilicata è stata esitata a non meno di 4,50-5 euro, e prevedo che entro sabato i prezzi possano aumentare ulteriormente. Nell’asparago il rialzo è ancora più sostenuto, perché di merce ne arriva col contagocce. Un asparago pugliese di buona pezzatura è ceduto a non meno di 7-8 euro il chilo, e si abbassa a 4-5 euro il chilo per un prodotto di pezzatura più piccola. Quotazioni elevate anche per le prime pesche e nettarine provenienti dalla Spagna, che a seconda del calibro si attestano fra i 4,50 e 6 euro il chilo. Ovviamente, siamo solo all’inizio ed i quantitativi in gioco sono bassi, ma la risposta positiva della clientela fa ben sperare per il proseguo della campagna”.

Dello stesso avviso è Andrea Chiodi, direttore del Mercato ortofrutticolo di Bergamo. “Il caldo e la Pasqua alle porte stanno trainando le vendite e, complice la riduzione dell’offerta, questa settimana si sta verificando un aumento generalizzato dei prezzi. Come penso in tutta Italia, anche nella nostra realtà le fragole e gli asparagi sono i prodotti più richiesti, seguiti da mele, agrumi e brassicacee. Inoltre, in controtendenza rispetto alla Gdo, stiamo notando un buon andamento dell’insalata di IV gamma, grazie all’ottimo servizio di consegna introdotto dai dettaglianti bergamaschi”.

Al Caat di Torino, il venditore Sandro Chiarlone della ditta Il Trifoglio evidenzia una certa preoccupazione se i listini resteranno così alti a lungo: “anche questa settimana i prezzi delle mele sono aumentati, confermando la tendenza in atto fin da marzo. Per esempio, Pink Lady viene ceduta a 2,10-2,20 euro il chilo, mentre la Golden Delicious calibro 80-85 in padella può toccare facilmente 1,60 euro il chilo. Quindi, spero che le attività produttive possano ripartire il prima possibile, perché non so se i consumatori in crescente difficoltà economica, potranno sostenere questo rincaro dei prezzi che non riguarda solo le mele, ma buona parte delle referenze ortofrutticole”.



Il punto dal Nord Est
Francesco Cera, direttore del Maap di Padova non nasconde un certo sollievo nella riapertura di alcune rotte commerciali fondamentali per l’esportazione. “Per fortuna questa settimana c’è stata una riapertura dell’attività di esportazione in particolare verso Slovenia, Austria e Croazia, mercati che fino a 10-15 giorni fa si erano fermati bruscamente. Si conferma inoltre il buon momento del dettaglio tradizionale e soprattutto dei supermercati che comprano circa il 20% di merce in più”. 

“Gli ambulanti continuano invece a soffrire, ma almeno, grazie all’ultima ordinanza regionale, tutti e nove i mercati rionali di Padova sono stati riaperti in condizioni di sicurezza, con l’obbligo di transennare l’area e di contingentare gli ingressi. Il mercato di Prato della Valle, una delle piazze più grandi d’Europa, è operativo con 10 posteggi, otto in meno rispetto al solito. C’è da dire, poi, che sempre più ambulanti si stanno organizzando con la consegna a domicilio, una tipologia di vendita che li sta tenendo in piedi e che, secondo me, potrà diventare importante anche al termine dell’emergenza coronavirus”.

Per quanto riguarda i prezzi, anche al Maap di Padova si registra una tendenza all’aumento per molti articoli, come fragole, asparagi e melanzane, la cui offerta è stata condizionata dal freddo e dal gelo delle scorse settimane.

Giorgio Mosti, titolare dell’omonima azienda grossista del Mercato ortofrutticolo di Verona, inquadra così l’andamento settimanale del mercato scaligero: “Vuoi per la Pasqua, vuoi per il caldo primaverile, le vendite di fragole e asparagi hanno ripreso quota. Mercoledì la Candonga della Basilicata è tornata da 4,8-5 euro il chilo, mentre gli asparagi bianchi di Bassano del Grappa, molto noti qui nel Veronese, hanno raggiunte massime di 8 euro il chilo. Rispetto alla scorsa settimana si stanno vendendo anche molti più pomodori e zucchine scure”. 

“Nel complesso, tuttavia, il lavoro si è dimezzato rispetto a febbraio. Si sono azzerati i grandi volumi che facevamo con Polonia e Ungheria e con gli operatori dell’Horeca delle zone di Bolzano e del Lago di Garda. Oggi l’attività che riguarda l’esportazione la sviluppiamo soprattutto tramite telefono, ma si tratta di volumi residui (massimo 5-6 pedane per cliente) rispetto a prima di questa emergenza”.



Al Caab di Bologna si conferma l’andamento positivo che ha caratterizzato le scorse settimane: “Possiamo ritenerci soddisfatti dei volumi movimentati in questi giorni - analizza Bruno Bonandi responsabile area Mercato di AgriBologna - che ricalcano le buone performance dello scorso anno. In effetti, si sta riscontrando un aumento dei prezzi per le fragole, prezzate fra 4 e 5 euro il chilo, così come tutta la gamma degli asparagi, dove il prodotto locale tocca punte di 9 euro il chilo. Anche solanacee e brassicacee sono in grande spolvero, a differenza delle verdure a foglia e delle erbe aromatiche come il basilico, che sono in crisi, a causa di una domanda stagnante”.

“Nelle prossime settimane - sottolinea il manager - quando la produzione orticola aumenterà sensibilmente, vedremo se il mercato sarà in grado di assorbire i quantitativi in esubero, senza subire un tracollo dei prezzi”.

L’analisi del Centro Sud
Riccardo Pompei, grossista che opera al Car di Roma, illustra a Italiafruit News gli aspetti salienti che stanno caratterizzando la settimana pasquale: “si conferma un mercato schizofrenico. Prodotti fino a poche settimane fa in forte difficoltà come carciofi, fragole, asparagi sono invece più cari e ricercati di questa settimana. Il carciofo, una colonna portante della cucina romana, è risalito a valori più accettabili vicino all’euro al pezzo; le fragole di alta qualità si vendono fra 4 e 5 euro il chilo e gli asparagi italiani arrivano anche a 6 euro il chilo. Si riscontrano quotazioni interessanti anche per i peperoni, sopra i due euro il chilo, e per le melanzane siciliane piazzate fra 1,30 e 1,50 euro il chilo”.

“Da lunedì - conclude Pompei - ho iniziato a vendere le prime pesche e nettarine di provenienza spagnola. Le pesche si aggirano intorno a 2,50 euro il chilo mentre le nettarine sono collocate a 3,50 euro il chilo”.

Al Mercato ortofrutticolo di Fondi, si respira aria di un cauto ottimismo “rispetto alla scorsa settimana i volumi commercializzati sono in aumento - illustra Elio Paparello, titolare dell’omonima azienda - anche se rimaniamo ben al di sotto della norma. C’è un certo interesse per le zucchine locali, che difendono prezzi di tutto rispetto, attorno a 1,50 euro il chilo, nonostante l’aumento dei quantitativi venduti. Anche il sedano si difende bene, con quotazioni fra 50 e 60 centesimi di euro il chilo, mentre le verdure a foglia larga sono certamente la categoria più in difficoltà. Nelle prossime settimane l’offerta degli ortaggi fondani crescerà sensibilmente, ma siamo fiduciosi che la campagna possa proseguire in modo positivo per le nostre aziende che stanno facendo i salti mortali per garantire le forniture in un momento così complicato”.



Per quanto riguarda il Mercato ortofrutticolo di Vittoria, il trend dei prezzi è piuttosto lineare se paragonato a quello della scorsa settimana. “Siamo in una fase di mercato tendenzialmente stabile - afferma Giorgio Puccia, presidente dell'associazione locale dei grossisti - con incrementi significativi solo per il peperone rosso che mostra un aumento del prezzo di circa 20 centesimi di euro, raggiungendo 1,60 euro il chilo. Nel comparto pomodori c’è una forbice abbastanza ampia nei prezzi, in quanto siamo in un momento di avvicendamento fra gli ultimi stacchi e i nuovi raccolti. Attualmente, il ciliegino viene venduto fra 1,30 e 1,70 euro il chilo; il pomodoro pixel fra 1,50 e 2 euro il chilo ed il grappolo oscilla da 1,60 a 2 euro il chilo”.

“Per quanto riguarda gli ingressi - conclude Puccia - stiamo misurando la temperatura corporea di tutti gli avventori e abbiamo creato corsie preferenziali per gli operatori del mercato. Fortunatamente, dopo un inizio difficoltoso, con il rischio concreto di chiudere il mercato, ci siamo organizzati con efficacia e ad oggi le operazioni si stanno svolgendo in totale sicurezza”.

Ha collaborato Daniele Bianchi 

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