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venerdì 10 aprile 2020


«Con l'idroponica risparmiamo acqua e produciamo di più»

Sono sempre più numerose le aziende che negli ultimi anni hanno introdotto una serra idroponica, magari affiancata a coltivazioni tradizionali. Tra queste c’è anche la società agricola Spazzini Diego e Fabio di Guidizzolo (Mantova), aderente alla Op Verde Intesa.

“Siamo sempre stati attenti all’ambiente e alle nuove tecnologie – spiegano dall’azienda – e così abbiamo deciso di installare una coltivazione Hydroponic floating system: con questa tecnica le nostre piante di insalata crescono immerse in una soluzione composta da acqua ed elementi minerali e nell’ambiente protetto della serra. In questo modo riusciamo ad ottenere un maggior raccolto a basso residuo: su una superficie di 400 metri, produciamo annualmente 32 tonnellate di lattughe”.



Idroponica, una coltivazione green e su misura
A rendere la serra idroponica perfettamente green sono le sue caratteristiche di funzionamento. “L’ambiente è perfettamente isolato dall’esterno – sottolineano – in questo modo si evitano danni derivati da gelate o da altri fastidiosi eventi atmosferici piuttosto che attacchi parassitari. Inoltre il risparmio idrico è garantito: tutta l’acqua utilizzata viene recuperata, anche nei rari casi in cui siamo obbligati ad irrigare quando le temperature sono elevate. E consideriamo che la nostra è una serra tradizionale riadattata per l’idroponica, il risparmio energetico sarebbe maggiore se la struttura fosse nuova. In futuro investiremo sicuramente in una nuova struttura, magari dotata anche di un’illuminazione led”.
Il sistema va poi personalizzato – aggiungono – questo significa che vanno fatti diversi tentativi prima di riuscire a stabilizzare le percentuali di sostanze che compongono la soluzione. Una volta trovata la soluzione giusta, i controlli devono essere continui: ogni  giorno preleviamo una piccola quantità di soluzione che facciamo esaminare da un centro analisi specializzato olandese. Ci piacerebbe rivolgerci ad un’azienda italiana, se solo si potessero abbreviare le tempistiche”.



I prodotti dell’azienda
Oltre alla coltivazione di lattuga, l’azienda Spazzini può contare anche su 20 ettari di coltivazioni in campo aperto, in cui crescono insalate (trocadero, gentile, foglia di quercia, romana e canasta) cappucci bianchi e rossi, verze scure, pan di zucchero, radicchio rosso allungato.
“Annesso all’azienda agricola, abbiamo uno spaccio per la vendita diretta di frutta e verdura di nostra produzione – continuano i titolari – oltre ai trasformati come il minestrone cotto, la vellutata di zucca e quella di zucchine, che realizziamo in un apposito laboratorio. Vero e proprio prodotto di riconoscimento dell’azienda è la giardiniera sott’olio: “La ricetta di partenza è quella di nostra nonna – dicono – e negli anni l’abbiamo riadattata secondo i gusti più moderni. La composizione rimane un segreto ma il gusto è assicurato, grazie al suo mix di carote, sedano, cipolline, cavolfiore, peperoni, zucchine e fagiolini”.


E concludono: “Negli ultimi tempi, in concomitanza con la diffusione dell’epidemia, abbiamo incrementato molto le consegne a domicilio: è un’azione doverosa nei confronti dei consumatori e il servizio è molto apprezzato. Muoversi in questo periodo non è facile: dobbiamo sempre indossare tutte le protezioni del caso ed evitare il contatto con i clienti ma ce la mettiamo tutta per non far mancare l’ortofrutta fresca sulle tavole degli italiani”. 


La Giardiniera sott'olio di Spazzini

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