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Cipolla rossa di Acquaviva venerdì 3 aprile 2020


Ecco come si coltiva la Cipolla rossa di Acquaviva

Operazioni manuali che si tramandano da generazioni seguendo il calendario e buttando un occhio alla luna, come da tradizione. La conservazione della biodiversità è fatta anche da questi aspetti, che contribuiscono a rendere unici prodotti come la Cipolla rossa di Acquaviva delle Fonti.

Dopo i trapianti di gennaio a fine marzo è stato completato il primo ciclo di coltivazione della cipolla, che si ripeterà ad aprile, maggio e fino al rincalzo finale ai primi di giugno, quando si dovrà poi attendere che lo stelo ricada prima di procedere alla raccolta dei celebri bulbi pugliesi, come racconta a Italiafruit News il referente dei produttori del Presìdio Slow Food, Vito Abrusci.



"La comunità del Presidio Cipolla rossa di Acquaviva ha trapiantato, zappettato, arato come da tradizione acquavivese in maniera naturale e rispettosa del disciplinare grazie ai contadini, storici e nuovi, che hanno incrementato la nostra squadra - dice Abrusci - C'è un interesse crescente attorno a questo prodotto simbolo della Murgia barese, che col nostro lavoro lo abbiamo fatto riscoprire in Italia e all'estero. Tra tre mesi si raccoglierà un prodotto buono, pulito, giusto e sostenibile. Questa è tutela della biodiversità, questi sono i valori che veicoliamo con la nostra Cipolla rossa di Acquaviva: ecco perché mettiamo in guardia i buyer della Gdo dal diffidare dalle imitazioni e di scegliere il prodotto originale, quello che esprime il massimo delle caratteristiche organolettiche e che rispetta i lavoratori e l'ambiente. Purtroppo ogni anno assistiamo a tentativi di contraffazione, che con le nostre forze tentiamo di contrastare. Dalla prossima campagna abbiamo ottenuto da Slow Food la possibilità di inserire la Chiocciolina sulle nostre etichette, in modo da rafforzare la comunicazione del prodotto”.



A proposito di lavoro, per coltivare la Cipolla rossa di Acquaviva c'è un iter preciso da seguire. "Si parte con la preparazione del semenzaio a luna calante, nella prima settimana di settembre, per poi passare alla preparazione del terreno che ospiterà le piantine tra dicembre e gennaio". Dopo il trapianto, la coltivazione richiede ancora grandi attenzioni. "Condizioni climatiche permettendo - aggiunge il responsabile dei produttori del Presìdio - si procede con una zappettata e un passaggio con arato: operazioni che si ripeteranno almeno per tre volte nella zona prospiciente alla piantina per mantenere il terreno soffice e agevolare la crescita del bulbo con la sua forma unica, come unico sarà il colore ed il peso. La Cipolla rossa di Acquaviva si raccoglie a stelo ripiegato su se stesso a fine giugno, questa è la buona pratica, pulita, giusta e sostenibile che Slow Food garantisce".



Rinomata per la sua dolcezza, la Cipolla rossa di Acquaviva è riconoscibile anche per la tipica forma appiattita: un grosso disco dello spessore di 2-3 centimetri, larga fino ad una spanna, e con un peso di circa 500 grammi. Il suo colore sta tra il rosso carminio e il violaceo e si schiarisce, verso l’interno, sino a divenire completamente bianca.

Copyright 2020 Italiafruit News


Maicol Mercuriali
Editor - Social Media Manager
maicol@italiafruit.net

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