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mercoledì 1 aprile 2020


Puglia, si avvicina la raccolta delle prime ciliegie

Il coronavirus non fa dormire sonni tranquilli ai produttori pugliesi di una produzione di alto valore economico come la ciliegia. E la preoccupazione è ancora più sentita da tutte quelle aziende che dispongono di ceraseti sotto serra, i quali impongono costi di gestione estremamente consistenti e di certo non paragonabili a quelli degli impianti in campo aperto.

“Mancano dai 9 ai 14 giorni all’inizio delle raccolte sotto serra della varietà precoce Early Lory, che produce frutti di grossa pezzatura, ottimo colore e buon sapore. L’anticipo di circa 15 giorni che avevamo a metà febbraio, non si andrà quindi a confermare sull’epoca di maturazione”, fa sapere a Italiafruit News Antonio Guglielmi, amministratore dell’azienda Natura Viva di Bisceglie (provincia di Barletta-Andria-Trani), aderente all’Organizzazione di Produttori Agritalia.

Natura Viva produce ciliegie su 10 ettari, dei quali nove sono in campo aperto e uno sotto copertura. "Le piante si trovano sotto stress a causa dei fortissimi sbalzi termici di fine febbraio e della scorsa settimana, quando la temperatura minima è scesa fino a +0,3 gradi centigradi a Bisceglie”. 


Confezione di ciliegie Natura Viva a marchio "La Prima" (foto del 2019)

“Ora bisognerà vedere - prosegue Guglielmi - come reagiranno i ceraseti nei prossimi giorni, per comprendere con esattezza quando potremo fare le prime raccolte in serra. Se il prodotto il 9 aprile avrà il giusto grado di maturazione, lo staccheremo e lo spediremo sul mercato per venerdì 10, in modo tale da essere disponibile nelle case degli italiani per Pasqua. In alternativa, le prime raccolte le realizzeremo tra il 14 e il 15 aprile”.

La stagione cerasicola si appresta a partire con alcune apprensioni causate dal coronavirus. “Stiamo cercando di capire a chi possiamo vendere le nostre primizie in questo contesto di mercato estremamente difficile - specifica l’amministratore di Natura Viva - Il nostro è un prodotto costoso, ogni cliente ci ordina di solito solo 2 o 3 colli alla volta. Dobbiamo quindi sostenere costi logistici molto elevati per spedirlo in giro per l’Italia. Per poterli coprire, servono ovviamente prezzi remunerativi”.

Poi c’è il capitolo della raccolta e del confezionamento in campo. “In questi giorni stiamo cercando di organizzarci per reperire nuovi operai, visto che tanti lavoratori dell’Est Europa rimarranno nei loro Paesi. Allo stesso tempo stiamo lavorando per predisporre il lavoro in piena sicurezza, rispettando le distanze e le ultime disposizioni date dal governo”, conclude.
 
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