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venerdì 27 marzo 2020


Gelate, i danni in Emilia Romagna e Campania

L'Emilia Romagna non perde tempo per i danni all’agricoltura causati dall’improvvisa ondata di gelo invernale fuori stagione. È infatti già partita la raccolta delle segnalazioni da parte dei singoli imprenditori agricoli e dei Caa (Centri di assistenza agricola) dell’effettiva entità delle perdite registrate in campagna, che giorno dopo giorno si stanno rilevando in tutta la loro gravità.
Oltre alla procedura semplificata e completamente on line, la Regione sta attivando anche una raccolta massiva dei danni per il tramite dei Caa o delle organizzazioni professionali, per una mappatura completa delle gelate a sostegno della richiesta al ministero delle Politiche agricole del riconoscimento dell’eccezionalità dell’evento calamitoso. Richiesta propedeutica all’attivazione degli aiuti e degli interventi di sostegno previsti dalla normativa nazionale in caso di avversità atmosferiche.    
 
“Sulla base di una prima, sommaria, valutazione - sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi - i danni appaiono davvero consistenti, soprattutto per quanto riguarda le colture frutticole. Siamo e saremo al fianco degli agricoltori colpiti e non appena avremo completato la ricognizione puntale delle perdite subite, la trasmetteremo immediatamente a Roma. A nostro avviso, infatti, ci sono tutte le condizioni per chiedere al Governo una deroga alla legge 102 sulle calamità, in considerazione del fatto che molte aziende non hanno potuto assicurarsi in tempo contro il rischio gelate per le difficoltà burocratiche insorte a causa dell’emergenza Coronavirus. Oggi stesso invierò al Ministro una lettera, affinché il Governo lo valuti, e per segnalare la difficile situazione nella quale ci troviamo. Una calamità che si aggiunge ai danni già prodotti dalla cimice e dal Covid-19”.

L’area del territorio regionale interessata dall’ondata di gelo polare, che sta proseguendo, abbraccia quasi tutta la pianura e la prima fascia collinare, da Piacenza alla Romagna. Le colture più danneggiate sono quelle frutticole, a partire da kiwi, ciliegie, albicocche. Segnalati problemi anche per le barbabietole di recente semina.                       
Per segnalare i danni subiti gli agricoltori possono andare sul sito della Regione e collegarsi alle pagina agricoltura.regione.emilia-romagna.it/aiuti-imprese e agricoltura.regione.emilia-romagna.it/aiuti-imprese/avvisi/2019/segnalazione-danni-avversita e compilare l’apposito modulo, indicando la superficie e il tipo di coltivazioni danneggiate. Saranno poi i servizi territoriali della Regione, compatibilmente con le restrizioni agli spostamenti dettate appunto dell’emergenza Coronavirus, a procedere con le verifiche necessarie per stabilire l’entità dei danni.



La situazione non è molto diversa in Campania dove il crollo delle temperature in queste ore sta causando danni agli ortaggi nei campi e agli alberi già in fiore. "L'agricoltura continua a soffrire – comunica Coldiretti Campania – dovendo già fronteggiare la concorrenza di prodotti esteri in tempi drammatici". 
"La scure del gelo e della neve – continua la Coldiretti – si è abbattuta su piante e verdure in campo, in particolare nelle aree interne della regione. Una situazione di difficoltà a macchia di leopardo, su cui sono in corso verifiche per quantificare l’entità dei danni. Ma è allarme anche per le api presenti sul territorio nazionale che sono state ingannate dal caldo e sono uscite dagli alveari ed ora rischiano di subire pesanti perdite".

Lo sbalzo termico primaverile ha colpito le campagne dopo un inverno che si è classificato in Italia come il secondo più caldo dal 1800 a livello climatologico facendo registrare una temperatura addirittura superiore di 2,03 gradi rispetto alla media di riferimento che ha favorito il risveglio della natura con l’anticipo delle primizie di stagione che sono andate distrutte.

"Siamo di fronte alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che – conclude la Coldiretti – si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con costi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne".

Nel frattempo, nonostante le difficoltà, prosegue in tutta la regione la disponibilità degli agricoltori con i loro trattori per sanificare le strade contro il Coronavirus.

Fonte: Ufficio stampa regione Emilia Romagna e Coldiretti Campania


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