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giovedì 26 marzo 2020


La Puglia diventa un freezer, mazzata per gli asparagi

Dagli asparagi all'uva da tavola, dai carciofi alle drupacee. Neve e gelo hanno colpito la Puglia nelle ultime notti, lasciando il segno e causando sicuramente danni immediati e futuri. Le produzioni di ciliegie e uva più preoci, per esempio, avranno una riduzione nei volumi produttivi.

"Sei ore di gelo consecutive, con temperature che mediamente sono andate sotto i 5°C, anche sotto i teloni dell'uva c'è stato un forte sbalzo termico: la situazione è seria - spiega a Italiafruit News Donato Fanelli, coordinatore del Comitato Uva da tavola di Ortofrutta Italia e responsabile commerciale della cooperativa Viva Frutta di Rutigliano (Bari) - Le varietà precoci di uva come Vittoria, Black Magic e Superior hanno preso una bella botta: le gemme erano già in uno stato avanzato, d'altronde il calendario indica il 25 marzo, ma a livello fenologico sembrava di essere almeno al 10 di aprile: da febbraio fino ai giorni scorsi ci sono state temperature primaverili che hanno fatto correre le piante".



Ma è sugli asparagi che si riscontrano i danni immediati più importanti. "E' la coltura che ha subito la mazzata più forte di tutte: siamo nel pieno della raccolta nelle nostre coltivazioni in provincia di Fogga e il gelo ha bruciato tutto ciò che era in superficie e ha rallentato le asparagiaie. Nei prossimi 7-10 giorni ci sarà pochissimo prodotto disponibile".

Sulle ciliegie, infine, i soci di Viva Frutta tra Turi e Putignano hanno riscontrato danni sulle Bigarreaux. Per Fanelli è inevitabile avere un avvio di campagna con volumi decisamente sotto alla norma.



Ieri mattina anche i tenicici dell'Op Agritalia di Barletta (Bat) hanno effettuato una ricognizione nei terreni dei soci, in particolare nel Nord Barese per le drupacee e nel Sud Est Barese per l'uva da tavola.

Illustra a Italiafruit Francesco Laporta, responsabile tecnico qualità Agritalia: "Nel Nord Barese, tra San Ferdinando e Bisceglie, le temperature sfioravano lo zero e la situazione è meno grave: non ci sono ancora segnali di danni importanti, ma serve aspettare ancora qualche giorno per avere una valutazione più puntuale. Tra Mola, Rutigliano e Grottaglie, invece, la situazione è differente e si notano danni più evidenti: i germogli dell'uva da tavola sono stati bruciati dal gelo. Questo ritorno di freddo è arrivato in un momento dove i vigneti erano già in grande avanzamento vegetativo, dopo un mese di febbraio con temperature miti la campagna quest'anno si è risvegliata prima del solito. Sotto osservazione - conclude Laporta - ci sono poi i ciliegi più preoci".



"È un'emergenza nell'emergenza: le gelate delle ultime ore e le nevicate primaverili sono il colpo di grazia per l'agricoltura pugliese. Gli effetti dei cambiamenti climatici si materializzano davanti ai nostri occhi. Non c'è pace per i produttori sull'altalena delle calamità, già alle prese con le ripercussioni dell'emergenza Coronavirus. Inizia per noi l'ennesima conta dei danni provocati da un repentino calo delle temperature che non lascia scampo alle nostre colture". Ad affermarlo dopo le precipitazioni nevose fuori stagione delle ultime ore e le temperature in picchiata è il presidente regionale Cia Puglia Raffaele Carrabba. Per il momento la perturbazione ha risparmiato solo il Salento.



Nell'area Levante si teme soprattutto per le colture orticole, rape, cavoli, broccoli, carciofi, fave novelle. A rischio i mandorli, i ciliegi in fiore e le varietà precoci di uva da tavola. Nell'Area Due Mari i carciofi sono finiti sotto la neve e non mancano i timori per le mandorle in fioritura o da poco terminata, a seconda delle varietà. Per fortuna, il vento, seppur problematico, attenua il rischio di eventuali gelate notturne.

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Maicol Mercuriali
Editor - Social Media Manager
maicol@italiafruit.net

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