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giovedì 26 marzo 2020


«Nuovi modelli di filiera per il dopo-emergenza»

Lo "tsunami coronavirus" può cambiare il modello distributivo nella filiera: è quanto emerso dall’incontro in videoconferenza tra l’assessore all’Agricoltura del Veneto Giuseppe Pan, i rappresentanti di Federdistribuzione, dei grandi Centri agroalimentari regionali (Veronamercato, Maap e Com di Treviso) e dei mercati alla produzione (Chioggia e Lusia). Obiettivo: fare il punto sulle problematiche del settore ortofrutticolo e sulle possibili risposte. 

Se le Gdo registra in questi giorni incrementi di fatturato del del 15% circa a livello nazionale, con aumenti delle vendite di frutta e verdura del 10-12%  i maggiori Mercati registrano nelle due prime settimane di marzo un calo dei volumi e del fatturato del 20-25%, con punte fino al 40% per i grossisti del Maap di Padova, a causa del crollo dell’Horeca e del turismo, oltre che per le note difficoltà logistiche che rendono difficile l'import-export. 



Tempi duri per i produttori diretti di radicchio, primizie e ortaggi in foglia – come hanno testimoniato i rappresentanti dei mercati di Brondolo a Chioggia e di Lusia in Polesine – con lo stop dei mercati rionali e delle rassegne in calendario in primavera che mette a repentaglio il 70% del fatturato annuale e causa incertezze ad aziende agricole, centri di raccolta e all’intera filiera territoriale. Nello stesso tempo, l’impennata delle vendite online invoglia produttori locali e grossisti ad avvicinarsi a canali distributivi finora marginali.
 
“Dobbiamo farci trovare pronti alla ripartenza, progettando sin d’ora nuove sinergie tra le catene della grande distribuzione, le grandi piattaforme distributive dei mercati all’ingrosso, le realtà dei mercati dei produttori e il dettaglio specializzato per rilanciare, in Italia e all’estero, immagine, qualità e vendita del Made in Italy”, ha detto l’assessore Pan.
 
“Presto arriveranno aiuti e finanziamenti dall’Unione Europea e dallo Stato italiano: intendo progettare l’impiego delle risorse straordinarie per sostenere l’evoluzione del  modello produttivo e distributivo e creare piattaforme, strutture di servizio e impianti di trasformazione e stoccaggio oggi indispensabili per la tenuta delle filiere e la loro competitività nei mercati nazionali e internazionali”.



“Ci sarà la rinascita come dopo ogni grande crisi - il commento del direttore del Maap Francesco Cera - ma nulla sarà più come prima, dalla sanità all’economia. In questa fase, i sistemi dei mercati all’ingrosso hanno dimostrato l’importanza del loro ruolo, gli stessi supermercati fanno affidamento su queste realtà perché gli approvvigionamenti diretti sono difficili. Una rete puntiforme agricola e logistica importante, sparsa su tutto il territorio nazionale, che va vantaggio di tutti: non dimentichiamo che il 55% dell’ortofrutta passa ancora dai Mercati”.

“Non bisogna più lavorare a comparti stagni - aggiunge Cera - ma pensare a un sistema distributivo nuovo, in cui i piani di sviluppo europei tengano in debito conto della funzione dei Centri agroalimentari. In questo, le Regioni dovranno fare la loro parte”.

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