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Bombi impollinatori lunedì 23 marzo 2020


Impollinazione, il ruolo dei bombi nei frutteti coperti

Primavera tempo di impollinazione, periodo cruciale per le colture frutticole. I fattori in gioco sono diversi, ma i protagonisti sono gli insetti e il produttore può agire anche su questa leva per favorire un'impollinazione ottimale.

"Il periodo effettivo per l’impollinazione e il primo sviluppo del frutto dura solo poche settimane - spiega a Italiafruit News Edda Romana Rigobello, technical consultant di Koppert Italia - In questa breve finestra temporale gli agricoltori devono cercare di creare le condizioni più favorevoli possibili ad una buona impollinazione. La tecnica più comune è quella di aumentare gli impollinatori presenti nel frutteto come api e bombi; la loro presenza assicura un aumento nella produzione e una migliore qualità della frutta".

Il ruolo dei bombi impollinatori

Koppert ha una lunga esperienza con gli insetti utili e una precisa strategia per garantire ottimi risultati nell’impollinazione grazie all’ausilio dei bombi (Bombus terrestris).

"I bombi sono impollinatori molto efficaci ed efficienti - ricorda Rigobello - Le operaie si riforniscono più di polline che di nettare, visitano un gran numero di fiori al minuto e trasferiscono una maggior quantità di polline sugli stigmi ad ogni visita rispetto agli altri impollinatori, come le api. I bombi si spostano molto più frequentemente tra diversi alberi e filari, impollinandoli. Ciò va a beneficio dell’impollinazione incrociata spesso richiesta in varie colture da frutta o seme. Inoltre sono attivi dal primo mattino fino a notte inoltrata, anche a temperature relativamente basse (circa 8-10 °C) o in condizioni nuvolose o ventose (con venti fino a 70 km/h). Le api al contrario sono attive solo con temperature miti (dai 15-18°C), in presenza di poco vento e con buone condizioni di luminosità".

Bombi impollinatori

C'è poi un altro fattore da considerare, molto rilevante per la moderna frutticoltura. "I bombi sono più efficaci rispetto alle api mellifere in ambienti protetti quali serre, tunnel e frutteti coperti da reti - specifica l'esperta di Koppert - Grazie al loro modo di volare e senso della direzione non corrono il rischio di rimanere impigliati nelle reti o coperture e si possono spostare liberamente. I bombi tendono a visitare tutte le colture vicine all’arnia e non hanno un sistema di comunicazione sofisticato come quello delle api, di conseguenza sarà meno probabile che le operaie si spostino su colture più attrattive. Ciò risulta vantaggioso per colture meno attrattive che necessitano di una buona impollinazione, come il kiwi. Questi insetti possono essere utilizzati in combinazione con le api, non esistendo alcun rischio di competizione o predazione reciproca".

Tripol, l'arnia sviluppata da Koppert

Tripol è l’arnia appositamente sviluppata da Koppert per le colture in pieno campo e frutteti di melo, pero, drupacee, mandorlo e kiwi. Tripol è composta da 3 colonie di bombi, per un totale di 350-400 operaie. "L’involucro esterno in materiale plastico permette una perfetta impermeabilizzazione che, unita al sistema di coibentazione e aerazione interno, consente ai bombi impollinatori una resa eccellente anche in presenza di maltempo, comune nei periodi di fioritura dei frutteti - illustra Rigobello - Dopo l’impollinazione su fioriture precoci può essere spostata su altre colture con fioriture più tardive. Tripol può essere utilizzata con ottimi risultati anche in frutteti che presentano reti anti-grandine o con reti monoblocco".

Impollinazione con bombi

Koppert consiglia l'utilizzo di 3 Tripol ad ettaro per pomacee, drupacee ed actinidia, è possibile utilizzarne solo 2 ad ettaro in caso di drupacee autofertili (come l’albicocco). L'arnia aperta va posizionata in campo circa una settimana prima rispetto l'inizio della fioritura del frutteto, per garantire ai bombi il tempo di orientamento.

Bombi impollinatori, la testimonianza

Ma quali sono i risultati più tangibili dell'impiego dei bombi impollinatori? Lo abbiamo chiesto a Guido Poli, tecnico che segue l'azienda Gaia, società del Gruppo Salvi specializzata nella produzione di mele.

"Utilizziamo questi insetti da sei anni e nei nostri frutteti posizioniamo le arnie Tripol di Koppert. In precedenza utilizzavamo unicamente le api per l'impollinazione del melo: se nelle primavere calde e soleggiate ottenevamo un'impollinazione soddisfacente, in quelle piovose e fredde la situazione non era brillante. Infatti questa situazione climatica portava a frutti non impollinati bene e conseguenze nella fase del diradamento chimico".

L'azienda Gaia
ad oggi utilizza ancora api ma, negli ultimi anni ha integrato la sua strategia con i bombi di Koppert proprio per avere un'impollinazione ottimale anche nelle primavere in cui il clima è poco clemente. I risultati sono evidenti sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo - osserva Poli - un'impollinazione migliorata consente di avere un fiore centrale sempre allegato ed un funzionale diradamento chimico con conseguente miglioramento della qualità dei frutti ed un maggior calibro degli stessi".

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Maicol Mercuriali
Editor - Social Media Manager
maicol@italiafruit.net

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