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martedì 17 marzo 2020


IV Gamma più forte del Covid-19

Sono nell’“occhio del ciclone” ma lavorano a pieno ritmo per soddisfare gli ordini e assicurare, nello stesso tempo, tutela del personale e qualità delle produzioni. La Linea Verde e Bonduelle valgono insieme il 60% circa del mercato della IV Gamma; da alcune settimane operano in condizioni particolarmente difficili nella bassa bresciana e nella bergamasca, le due aree della Lombardia (e del Paese) più colpite dal coronavirus.



Andrea Battagliola, direttore generale de La Linea Verde, ha la voce calma ma non usa mezzi termini: “L’emergenza Covid-19 ha avuto un impatto fortissimo creando una situazione per certi versi surreale. Siamo da settimane in unità di crisi h24, dobbiamo gestire situazioni nuove e in escalation continua senza avere modelli di riferimento. Una rincorsa contro il tempo per capire cosa fare, come comportarsi, assumendo decisioni nuove sulla base delle Direttive governative, sbrogliando una miriade di piccoli e grandi matasse, adottando valutazioni che comportano il massimo dell’attenzione”. 

“Ci sentiamo in prima linea - aggiunge Battagliola - e abbiamo di fronte due responsabilità: da un lato garantire la salute e la sicurezza degli ambienti di lavoro per tutto il perimetro aziendale, dall’altro non far mancare i nostri alimenti freschi e sani alla popolazione. Un impegno che è anche una missione e richiede un enorme sforzo nel recepire e implementare norme di sicurezza senza generare psicosi, con messaggi di responsabilità e ragionevolezza che non riguardano solo il comportamento in azienda ma anche fuori”. 


Andrea Battagliola

La Linea Verde, che ieri ha devoluto 50mila euro all'Ospedale di Manerbio per sostenere la sanità locale, ha lanciato l’hashtag #Facciamolanostraparte per sottolineare il proprio impegno: “L’azienda ha reagito compatta, i dipendenti sono stati splendidi. Chi non è collegato alla fase produttiva lavora già da tempo in smart working. Per noi non è stato complicato attuare le misure di sicurezza negli stabilimenti di lavorazione, ambiente sicuro in cui vigono da sempre regole stringenti; la sanificazione ai massimi livelli, viene estesa ora anche e negli spazi misti, dagli spogliatoi alle aree di pausa”. 

Dallo stabilimento bergamasco di Bonduelle Italia, Andrea Montagna, Ad della società e responsabile di Uif IV gamma spiega che al momento per l’azienda non ci sono particolari problemi di forniture: "C’è qualche defezione tra il personale e per motivi di sicurezza non ci riforniamo più di interinali per evitare rischi. Ma il tasso di servizio si attesta al 97,5% contro il 99,6% di prima della crisi. La capacità produttiva è immutata il problema semmai è la capacità predettiva: picchi e crolli nelle vendite rendono difficilissima la programmazione giorno per giorno".


Andrea Montagna
 
Lo smart working è realtà anche in casa Bonduelle: solo chi lavora alla produzione va in stabilimento, il resto del personale (circa 230 persone sulle 440 impiegate tra San Paolo d’Argon e Battipaglia) dall’8 marzo è operativo da casa. 

“Il problema - riprende Battagliola da La Linea Verde - è che tutte le pratiche richieste rallentano procedure e produttività. Inoltre, come è logico in un territorio così colpito, ci sono defezioni nel personale anche solo a causa di normali influenze, particolarmente attenzionate oltre che per tante situazioni eccezionali a casa, dai figli a casa da scuola alle quarantene. Lavoriamo sodo ma non possiamo tirare troppo la corda e fatichiamo a ottimizzare l’organizzazione  a causa dell’enorme variabilità della domanda che cambia radicalmente da un giorno all’altro”. 

La Linea Verde, aggiunge Battagliola, riesce comunque a garantire un buon livello di servizio e insieme ai clienti cerca di trovare soluzioni condivise e straordinarie per superare le inevitabili criticità: annullamento delle promozioni, razionalizzazione dell’assortimento sono alcune delle misure concordate per andare oltre le difficoltà del momento. “Devo dire - sottolinea il manager - che abbiamo riscontrato grande comprensione da parte dei nostri clienti”. 


Insomma, è scattata una sorta di “solidarietà di filiera” per garantire la presenza sugli scaffali dei prodotti servizio, sempre più presenti nei carrelli degli italiani. “Ci sentiamo responsabilizzati - conclude Battagliola - non voglio neanche pensare che riflessi anche psicologici potrebbero esserci sulla popolazione, sugli italiani, nel caso cominciassero a scarseggiare nei punti vendita referenze importanti come le insalate…”.

“Non posso che spendere parole di elogio per il personale di Bonduelle, venire a lavorare in queste aree così martoriate è un gesto forte e per nulla scontato”, chiosa Andrea Montagna. Che nonostante le difficoltà si dice confidente e fiducioso. E sogna di organizzare una festa di primavera, a maggio, per salutare - insieme a un'inaugurazione - la fine di questo incubo.

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